olycom - sacchi -Un conto è l’arte, un altro sono i conti. E se Jovanotti l’altra sera ha dimostrato ancora una volta di essere un guru della musica, la tv di Stato invece è scivolata ancora una volta in un pasticcio.

L’operazione che ha portato le riprese del tour (ottimamente shakerate) di quest’estate dell’artista su Raiuno è stata coraggiosa e nel contempo altamente rischiosa. Da sempre i concerti in televisione fanno fatica a sfondare: non è semplice tenere desta l’attenzione del pubblico, una cosa è scatenarsi a ritmi forsennati in uno stadio, un conto è ascoltare canzoni sul divano di casa. Di fatti, solitamente, si costruisce uno show apposta per la tv o si ricorre ai talent. E, purtroppo, i risultati, nonostante l’enorme campagna di promozione e le lodi sperticate dei «big» dell’informazione su twitter, hanno confermato la maledizione: inquestanottefantastica ha ottenuto solo il 13 per cento di share con 2 milioni 946mila, ascolti molto bassi rispetto agli obiettivi della prima rete. Serata vinta nettamente da Canale 5 con la fiction Baciamo le mani (sangue, melò e mafia) che ha raggiunto 4 milioni 485mila spettatori e il 18,48% di share. Ma non sono questi numeri a destare sorpresa: erano, come detto, da mettere in conto. Quel che è incomprensibile invece è l’errore di valutazione (fatto notare subito ieri mattina dal sito Tvblog) da parte di Rai pubblicità, la ex Sipra. La società guidata dal nuovo direttore generale Fabrizio Piscopo aveva stimato il programma – e di conseguenza commisurato il costo di vendita degli spot – al 26 per cento di share con 6 milioni di spettatori, cioè addirittura il doppio del risultato effettivamente realizzato. Per capirci: gli spot per quest’evento si vendevano da listino a 100mila/115mila euro ognuno. Costi indicativi (poi si fanno sempre gli sconti a secondo dei pacchetti e del tipo di cliente). Comunque, evidentemente, valevano molto di meno. Certo, i conti con gli inserzionisti non si fanno mai sui singoli programmi e vi sono sistemi per pareggiare (per esempio dando in cambio altri spot). Inoltre, non siamo entrati ancora in periodo di garanzia che comincia l’8 settembre. Comunque, l’errore si traduce in mancati introiti per le casse della società e di conseguenza della Tv di Stato. Nonostante questo, il direttore di Raiuno Leone si è detto «felice, anzi strafelice». Del resto, come lui stesso afferma, «avevo twittato che l’aspettativa di ascolto era di 3 milioni di spettatori, non vorrei fare il preveggente, ma di fatto quello è stato il dato». Che dire: forse in casa Rai i dirigenti si dovrebbero parlare un po’ di più… Magari già alla prossima occasione: Leone sta già pensando a un’altra serata del genere con protagonista Baglioni.
Comunque Jovanotti si può consolare: i suoi fan hanno adorato lo show, a migliaia si sono riversati sui social network per commentare, osannare e ripetere le parole delle canzoni. Poche le note contrarie: per esempio un sorprendente Gad Lerner che parla di «smottamento in corso della cultura pop della nostra penisola», subito rintuzzato da Riccardo Bocca sull’Espresso secondo cui il «tour ha avuto un effetto balsamico». Jovanotti ha risposto eccitato sul profilo Faceboock: «Mi sono emozionato a rivedere il nostro concerto – ha scritto -. Anche se il film lo avevo visto una trentina di volte mentre lo montavamo, vederlo lì in onda, con il marchietto di Rai1, alle 21,15, dopo il tg, è stato come riviverlo per la prima volta e mi è piaciuto questo artista, e che band! e che spettacolo. E che pubblicooo!! Si può fare meglio, sì sì, si può sempre fare meglio, e meno male che ci sarà occasione di farlo. Insieme, se sarete con me in questo viaggio». Si, perché, nonostante tutto, si è pensato di rimandare in onda il concerto, questa volta diviso in due parti e, per fortuna, in seconda serata: il 14 e 21 settembre, dopo Montalbano che gli ascolti li sa fare.
Ma ricordiamo anche gli elementi positivi: la musica di Jovanotti è riuscita ad arrivare a tante persone che solitamente non vanno ai concerti. E l’evento ha portato su Raiuno i giovani che da tanto tempo snobbano il canale. «Il nostro pubblico si è ringiovanito di 10 anni con una media di 49», ha spiegato Leone.
Peccato, però, che i più vecchi se ne siano andati a dormire.

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