Un commando armato di cinque uomini ha attaccato la sede della ong Save The Children a Jalalabad City, capoluogo della provincia orientale afghana di Nangarhar. Il primo bilancio provvisorio parla di almeno undici feriti. Secondo una fonte ufficiale un kamikaze si è fatto esplodere all’ingresso dell’edificio che ospita l’organizzazione, permettendo al commando di penetrare all’interno.

La tv Tolo ha precisato che l’attacco è avvenuto intorno alle 9 locali (le 5,30 italiane) e, citando il portavoce del governo provinciale Attaullah Khoghyani, ha aggiunto che c’è stato uno scontro a fuoco fra i militanti e le forze di sicurezza. Testimoni oculari hanno riferito di scene di panico nella zona e della fuga degli alunni di una scuola privata che si trova vicino alla sede di Save The Children.

“Ho avvertito un’enorme esplosione, simile a un’autobomba. Noi ci siamo messi al riparo e ho visto un uomo armato di un rpg (lanciarazzi) sparare contro l’ingresso principale per entrare nel compound”, ha raccontato un testimone in ospedale, Mohammad Amin, che è scappato saltando da una finestra e si è ferito a una gamba.

Uccisi tre terroristi – Tre dei cinque membri del commando sono stati uccisi dalle forze speciali. Lo ha reso noto via Twitter Yousuf Saha, capo ufficio stampa dell’ex presidente Hamid Karzai. Secondo questa fonte altri due militanti si sono trincerati nel terzo piano dell’edificio dove è bloccato un numero imprecisato di dipendenti dell’organizzazione.

Talebani: “Non siamo stati noi” – I talebani afghani hanno dichiarato di non avere alcuna responsabilità nell’attacco armato. Il portavoce Zabihullah Mujahid ha spiegato su Twitter: “Attacco odierno nella città di Jalalabad: nulla a che vedere con i mujaheddin dell’Emirato islamico”. Questa smentita, che esclude quindi anche la rete Haqqani collegata con i talebani, lascia pensare a una azione dell’Isis.

TGCom24

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