Immagine dell' alluvione a Orvieto, Novembre 2012

Immagine dell’ alluvione a Orvieto, Novembre 2012

PERUGIA Il maltempo ha fatto di nuovo molti danni. Le piogge e le grandinate degli ultimi giorni hanno messo in ginocchio coltivazioni e produzioni agricole su gran parte del territorio regionale, suscitando la forte preoccupazione degli agricoltori. E’ per questo che per l’assessore regionale all’Agricoltura non c’è altro tempo da perdere. Fernanda Cecchini ha inviato una lettera urgente al presidente della Commissione politiche agricole Fabrizio Nardone chiedendo l’attivazione dello stato di calamità per l’agricoltura umbra. Ma non solo. L’assessore ha anche avanzato la richiesta che l’argomento sia posto all’ordine del giorno della prossima riunione della conferenza degli assessori regionali all’agricoltura in programma il 13 giugno. Tale proposta, avanzata stamani a palazzo Donini durante la riunione straordinaria “Tavolo verde”, è stata accolta dai rappresentanti delle organizzazioni agricole presenti.

Criticità portate a Bruxelles La riunione è servita, in particolare, per fare il punto sui possibili interventi e sulle strategie necessarie ad affrontare le criticità dovute al maltempo. Anche in sede europea la Regione Umbria si farà promotrice, nel prossimo incontro che si terrà a Bruxelles il 19 e 20 giugno, dello stato di assoluta difficoltà in cui versa il settore, soprattutto per quanto riguarda le misure agroambientali, al fine di evitare la perdita delle risorse stanziate per il comparto. “Insomma una azione a tutto campo – ha spiegato Cecchini – da portare avanti con fermezza e impegno sia con il governo nazionale che con la Commissione europea”.

Un colpo durissimo a tutti i settori agricoli “Nei prossimi giorni – ha proseguito l’assessore – vanno quantificati il più dettagliatamente possibile i danni subiti, avendo ben presente che non c’è un solo settore agricolo, dai seminativi, ai trapianti, all’ortofrutta, al foraggio che si sia salvato dalla furia degli eventi atmosferici. In questo quadro  le semine dei cereali, già  tardive a causa del maltempo, hanno subito i colpi devastanti di pioggia e grandine e così la coltura della vite, dell’olio e del tabacco. Dei quasi sei mila ettari vocati a tabacco solo il 20% è stato finora trapiantato ed è quindi facile prevedere le ripercussioni che l’attuale  situazione avrà sui raccolti e di conseguenza sui redditi degli agricoltori e sui costi per i consumatori. Sono molti inoltre i terreni dell’Umbria coperti d’acqua, sui quali sarà difficile poter operare in tempi brevi per proseguire con le consuete attività agricole”. “E’ infatti dal 1811 – ha proseguito Cecchini – che non si registra una stagione climatica come l’attuale, con la differenza che oggi le precipitazioni si concentrano in modo straordinariamente abbondante in brevi lassi di tempo e non sono spalmate, come in passato, su periodi più lunghi”.

Corriere dell’ Umbria

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