manifesto-280TODI Si terrà dal 23 agosto al primo settembre il Todi Festival, presentato a Roma e segnato tra l’altro dal ritorno alla direzione artistica di Silvano Spada. Quindici spettacoli al debutto a Todi, 10 spettacoli al giorno, circa 100 artisti impegnati. Con una finestra aperta sul teatro straniero, in particolare su quello arabo, a cominciare dallo spettacolo inaugurale, “Ritorno ad Haifa”, di Ghassan Kanafani, scrittore palestinese che ha lottato per la causa del suo Paese ed è stato ucciso a 36 anni in un attentato del Mossad. Il testo, “di straordinaria bellezza” secondo il regista Rossi Gastaldi ma anche di chi ha letto il libro, è stato adattato teatralmente da Valentina Palazzari. La piece sarà “accompagnata” il giorno successivo da un incontro, coordinato da Catiuscia Marini, dal titolo “C’era una volta un Paese” con Ibrahim Faltas, economo della custodia di Terra Santa e Sari Nusseibeh, filosofo e presidente dell’Università Al-Quds di Gerusalemme. Dopo la commedia dell’anno scorso, Spada, che ormai non nasconde più la passione per il Marocco, riporta a Todi la città di Tangeri, crocevia di artisti e letterati, con i diari scritti da Mohamed Choukri sugli incontri avuti con Jean Genet e Tennessee Williams. Già di per sé è interessante la storia dell’autore marocchino de “Il pane nero”, bambino di strada analfabeta che ha imparato a leggere e scrivere a 20 anni mentre era in carcere. Sempre di uno straniero, Jordi Galceran, spagnolo, il thriller pluripremiato “Parole incatenate” con Claudia Pandolfi e Francesco Montanari, regia di Luciano Melchionna. Di autori italiani, Mandolini e Brocco, ma dedicato a due straordinari personaggi stranieri come i padri di Apple e Microsoft, “Steve e Bill”, ovvero Jobs e Gates, verranno seguiti sin da giovanissimi nella loro ascesa da concorrenti all’impero delle tecnologie telematiche. Non mancheranno le proposte osè che tanto clamore e anatemi avevano suscitato in passato: Gianluca Ramazzotti proporrà “Che co’sex” risposta maschile al “Dialogo della vagina” e Lucilla Lupaioli “Siamo tutti gay”. Fiore all’occhiello, 30 e 31 agosto, il musical “American Bar” affidato alla giovanissima Aurora Faccini, commedia con coreografie sui mitici anni ’60, con tanto rock’n roll, twist e hully gully. Spada non si dimentica della sua regione dando spazio a personaggi e protagonisti umbri, come in “Mettiti nei miei panni” dello spoletino Mauro Bronchi insieme a Graziano Sirci, “Livingstone” dei tifernati Valeria Ciangottini e Enzo Aronica, l’orvietano Pino Strabioli presenterà il suo libro su Paolo Poli, Rodolfo Valentino che ha studiato un anno all’Onaosi di Perugia, verrà raccontato a Todi da Emilia Costantini e dal fascinoso Gabriel Garko. E infine il martirio della strega Matteuccia, quinto testo teatrale di Spada, che verrà rappresentato in piazza (unico spettacolo all’aperto, il resto sarà indoor) proprio dove la donna, nel ’400, fu bruciata. Interprete con Ambra Angiolini e Marco Leonardi l’umbro Marco Bocci. Degni di nota anche la storia di Gilda Mignonette messa in scena da Riccardo Reim e “Le tate” scritto e diretto da Alessandra Panelli. Ci sarà una sezione dedicata ai Miti con filmati su Fred Mercury, Nureyev, James Dean, Bob Marley, la Magnani, Pasolini e Visconti appositamente realizzati dal festival e proiettati su grandi schermi sparsi per la città e nei giardini di palazzi privati.

Servizio integrale nel Corriere dell’Umbria del 24 maggio

 

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