andrea-pizzocollo-300x198BUSTO ARSIZIO (VARESE) – Prima le scene di sesso, estremo, poi le sevizie, le torture, lo strangolamento e la morte. Più di tre ore di video, immagini che gli inquirenti, frame dopo frame, hanno dovuto visionare. Orrore registrato da una serie di microtelecamere che Andrea Pizzocolo, ragioniere 41enne di Arese, aveva nascosto in anticipo, prima dell’arrivo della diciottenne Lavinia Simona, la vittima, nella camera del “Motel Moon” di Busto Arsizio.

Lei, Lavinia Simona  Ailoaiei, 18 anni, romena, non sapeva nulla delle microtelecamere. Ne sono certi gli investigatori e il procuratore capo della Repubblica di Lodi Vincenzo Russo, e da ieri ne è convinto anche il giudice per le indagini preliminari di Lodi, Isabella Ciriaco, che ha convalidato il fermo dell’uomo.

Per il gip, i video trovati nell’auto dell’omicida dimostrano la “falsità” delle sue dichiarazioni quando, durante la sua confessione, ha affermato che si era trattato di un «incidente» e soprattutto “le sevizie e la brutalità – si legge nel provvedimento del giudice – usata dall’indagato nel realizzare l’omicidio di fronte ai vari ed estremi tentativi della vittima di sottrarsi al suo carnefice.”

A quanto riferiscono gli inquirenti, infatti, nelle immagini del motel di Busto Arsizio “si vede chiaramente l’uomo che estrae le fascette di plastica da elettricista da sotto le lenzuola e le lega al collo della ragazza, prima una e poi l’altra, stringendo fino a quando lei non smette di respirare.”

Gli inquirenti ora sono preoccupati. Preoccupati da quello che hanno trovato nel pc di Andrea Pizzocolo.  Nelle schede di memoria trovate in auto ci sono migliaia di altri filmati, in cui appaiono molte ragazze, pare addirittura un centinaio, tutte giovanissime.

BlitzQuotidiano

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