autostrada-guard-rail-monteforte-irpino-300x161ROMA – Il viadotto dell’autostrada A19 Palermo-Catania monta guard-rail degli anni Settanta,certo inadeguati a sostenere il peso delle moderne auto. Il viadotto di Acqualonga sulla A16, teatro della tragedia di Monteforte Irpino, né è la triste dimostrazione. Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore spiega che sono molti i tratti di autostrade e strade provinciali che montano guard-rail vecchi e inadeguati e che mettono a rischio la sicurezza di chi viaggia, dal Friuli Venezia Giulia, con il viadotto dell’A23 Udine-Tarvisio, alla Sicilia.

Nelle autostrade a pagamento barriere come i vecchi guard-rail sono scomparse, ma i problemi restano perché spesso anche barriere recenti come quelle di Monteforte Irpino non sono comunque adeguate al loro scopo o addirittura montate male, spiega Caprino, come sui viadotti dell’A23 Udine-Tarcisio:

“Messi in esercizio in varie fasi a partire dagli anni Ottanta, hanno barriere che rassicurano l’occhio perché sono di cemento, ma in realtà da quell’epoca la tecnologia ha fatto progressi e comunque la vita utile del cemento arriva al massimo a trent’anni. Infatti, microfratture nel materiale e infiltrazioni d’acqua e sale (usato abbondantemente negli inverni più recenti per scongiurare i tanti allarmi-neve) compromettono la resistenza delle barriere”.

Anche il viadotto Acqualonga è un esempio di come costruzioni recenti possono non svolgere la propria funzione, spiega Caprino:

“Il particolare più evidente è il fatto che la parte di cemento dei blocchi caduti nella scarpata si è trascinata dietro il mancorrente soprastante di ferro, che invece avrebbe dovuto staccarsi dal cemento per restare alla propria altezza e così costituire una sorta di cordone elastico che in certe condizioni può spingere il mezzo pesante, facendolo rientrare in carreggiata”.

Cosa che non accade se le barriere sono montate male:

“In altri casi registrati su autostrade lombarde, emiliane e toscane, ci sono stati veicoli schiantati in “anfratti” creati da barriere forse montate male oppure installazioni di nuovi guard-rail su cordoli di cemento che non apparivano in buone condizioni e quindi lasciano dubbi sulla loro capacità di ancorare adeguatamente la barriera”.

La situazione cambia se si passa dalle autostrade a pagamento a quelle gratuite e alle superstrade importanti, spiega Caprino:

“Fin qui i problemi che si possono incontrare in autostrada e si notano poco, Sulla viabilità ordinaria, invece, sopravvivono tanti guard-rail anni Settanta come quelli dell’autostrada Palermo-Catania o anni Ottanta. Capita anche su superstrade importanti, come la E45 Orte-Ravenna, dove non mancano il traffico, le curve e le pendenze impegnative (un po’ come sull’A16). Soprattutto verso il valico del Verghereto, zona di confine tra Umbria e Romagna”.

BlitzQuotidiano

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.