TERNI OSPEDALETERNI Niente di nuovo per la realizzazione a Terni della Banca regionale per la raccolta e la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale. L’assessore alla sanità Tomassoni rispondendo ad una interrogazione sulla situazione per la realizzazione della struttura,  per la sua efficienza e sugli impegni finanziari ha spiegato i molti problemi tecnici incontrati nella predisposizione della banca delle cellule staminali dicendo che “Ci sono state difficoltà di doppio ordine: le prime di carattere normativo, perché sono cambiate tutte le regole che riguardano la costituzione e la gestione di una banca del sangue, e questo comporta tutta un’altra serie di impegni e di regole che noi sicuramente faremmo fatica a gestire (logistica, personale, formazione, protocolli di qualità). Poi ci sono quelle economiche: non tanto per l’istituzione quanto per la gestione. Ad esempio, per il personale, è necessario che ci sia una struttura composta da un minimo di tre persone, due tecnici e un biologo, più tutta un’altra serie di personale che deve svolgere, tutta un’altra serie di adempimenti. Con l’Azienda ospedaliera di Terni stiamo valutando come utilizzare le strutture già ultimate, conservando lì tutto il sangue cordonale della Regione attraverso la formazione del personale ostetrico dei punti nascita. Terni funge da centro di raccolta e coordinamento regionale, effettua il primo screening sul sangue inviato per poi procedere al trasferimento per la conservazione alla banca Sco, da individuare tra una convenzione o col la Regione Toscana o presso l’Umberto I di Roma. Questo comporterebbe una spesa di circa 30 mila euro l’anno”. Insomma dall’annuncio della presidente Marini che entro i primi mesi del 2011 avrebbe visto la luce a Terni presso l’ospedale Santa Maria la banca delle cellule staminali del cordone ombelicale sono passati quasi tre anni e niente è stato fatto ancora. In estate è deceduto anche il responsabile, il dottor Giampaolo Palazzesi, ex primario del reparto di Ematologia, uno dei più illustri esperti del sangue in Italia, al quale progetto aveva dedicato tanto tempo e passione. Il direttore generale del Santa Maria, Casciari, conferma che da quando si è insediato la proceduta è stata avviata, ma attualmente è tutto fermo, non c’è neanche stata assegnazione di risorse.  E’ rimasto solo un ufficio vuoto, quello del dottor Palazzesi, e un laboratorio analisi ancora imballato. Adesso  il cordone ombelicale viene spedito alla banca di Roma. Insomma un altro bel progetto che si è trasformato nell’ennesimo fallimento per Terni. Tante parole, ma nulla si muove.

TerniMagazine

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