basellTERNI E’ scaduto il 29 marzo l’ultimatum stabilito dal sottosegretario allo Sviluppo Economico De Vincenti alla multinazionale texana Basell per esprimersi circa la proposta di vendita delle aree del polo chimico ternano, ma siamo ad un nulla di fatto. Nessuno si č fatto vivo ne in un senso ne in un altro, tutto tace. Tra oggi e domani s’incontreranno, molto probabilmente, le istituzioni ternane per fare il punto della situazione sulla situazione di stallo che si sta creando, ma a prevalere tra i lavoratori č il pessimismo, per una vicenda che era ad un passo dalla conclusione e ha visto dei cambiamenti di fronte inaspettati. Il colpo di scena del ritiro dalle trattative del gruppo di Terni Reserch dalla cordata d’imprese tra cui figura Novamont,  Cosp tecnoservice e Svilupumbria. L’ultima offerta sul piatto della bilancia era di 6 milioni e mezzo di euro ed era stata ritenuta congrua dai rappresentanti italiani di Basell.  L’assessore Riommi che rilancia dicendo che la Regione sarebbe pronta a mettere sul piatto 3,8 milioni, la quota di Terni Reserch. Poi l’ultimatum da parte del ministero dello Sviluppo economico e poi niente.

TerniMagazine

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