bersyROMA – Si legge su la Repubblica del 5 settembre a pagina sette in un titolo bello, grosso e chiaro: “Piano di Bersani per bloccare Matteo: far slittare il congresso al 2014″. Matteo è ovviamente Renzi, il congresso è ovviamente quello del Pd, il piano è quello di rinviare nel tempo ciò che non si tollera e non si sopporta. Fosse per Bersani, Bersani & compagni, il congresso del Pd il segretario Epifani lo dovrebbe convocare d’accordo con l’assemblea del partito convocata per il 20 settembre in una data ferma, precisa e non revocabile: l’anno del mai e il giorno del poi. D’altra parte dal giorno della nascita del governo Letta, Bersani e gran parte di quella che era la maggioranza del vertice Pd di una sola cosa si è occupata e preoccupata con passione: “bloccare Matteo”, come dice La Repubblica che per molti mesi è stata vicinissima a Bersani, ora è moderatamente benevola verso Letta e spesso le scappa “detta”, anche non volendo, l’antica e non sopita antipatia verso Renzi.

Che se ne discuta l’anno del mai e il giorno del poi…questa frase e questa tecnica ricordano qualcosa. Qualcosa cosa? Aspetta…ecco! Prima discutere se si può discutere, poi se si può rinviare, quindi rinviare e nel frattempo soprattutto aspettare. Aspettare di sapere se si può discutere di come rinviare nel tempo e ad altro indirizzo. E’ il riassunto della tattica e strategia di Berlusconi e dei suoi in Giunta per le elezioni al Senato, lì dove si dovrebbe affrontare ciò che Berlusconi non tollera e non sopporta: la decadenza da senatore. Sia chiaro che tra i due, Berlusconi e Bersani, ogni simiglianza è negata e reciprocamente offensiva. Sia chiaro che la decadenza da senatore del condannato Berlusconi e il congresso del Pd sono cose sideralmente lontane quanto a rispettabilità e decenza. Però resta che quando uni si incaponisce dietro ciò che gli comanda il suo interesse e la sua ideologia, quando uno, anzi due, si fanno non solo ostinati ma anche ottusi, allora per quell’uno, anzi due, resta la stessa tecnica: far slittare all’anno del mai e il giorno del poi.

BlitzQuotidiano

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