roussef-brasile-111206192424_mediumLa nuova rivoluzione culturale arriva dal Brasile. Un Paese affamato di insegnamenti, dove pi della met della popolazione non mai stata al cinema e il 70% non mai entrato in un museo. La colpa non della mancanza di interesse, bens dei prezzi, ancora proibitivi per una larghissima fetta della popolazione.
Per stimolare lindustria culturale locale e incentivare i brasiliani a consumarne i prodotti, la presidente Dilma Rousseff ha ratificato la legge Vale Cultura che d alle aziende la possibilit di distribuire ai propri dipendenti un buono mensile gratuito del valore 50 reais (circa 20 euro). In pratica, si tratta di una sorta di ticket restaurant, spendibile per esclusivamente in prodotti culturali: biglietti per cinema, teatro, concerti, oppure per lacquisto di libri, riviste o cd.

AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE AZIENDE.Il progetto, destinato a diventare operativo nel luglio 2013, riservato ai lavoratori che guadagnano fino a un massimo di 3.390 reais, circa 1.350 euro (cinque volte il salario minimo locale). In futuro, per, potrebbe essere esteso a tutti gli altri.
Secondo le stime del ministero brasiliano della Cultura, a beneficiarne potrebbero essere 18 milioni di persone, il 10% circa della popolazione totale. Anche se lerogazione dei buoni non obbligatoria per legge, le aziende che li forniscono possono godere di deduzioni fiscali fino al 90% dellimporto.

I BUONI SONO CUMULABILI.Il Vale Cultura, in formato di tessera magnetica simile a una carta di credito, ogni mese dev’essere ricaricata dal datore di lavoro con la somma di 50 reais.
Il beneficio cumulativo: il buono non deve essere per forza speso nel mese in corso, ma si pu sommare a quelli delle settimane successive. In nessuno caso, per, il ticket pu essere convertito in denaro: una restrizione fondamentale per mantenere lautenticit del progetto. Al momento le stime del governo sull’esborso previsto non sono del tutto chiare. Di certo c’ che nel 2013 Brasilia ha gi stanziato 500 milioni di reais, circa 200 milioni di euro.

Un progetto nato nell’era Lula

Lidea del Vale Culturaha avuto una lunga gestazione: nata allepoca del primo governo di Luis Inacio Lula da Silva, l’ex presidente in carica dal 2003 al 2011, la legge stata approvata dal Congresso e poi promulgata dalla presidente Rousseff solo alla fine del 2012.
L’obiettivo dichiarato quello di stimolare la produzione culturale locale: secondo le prime stime del ministero, il Vale Cultura potrebbe generare un aumento del giro daffari dellindustria culturale di 11 miliardi di reais (4,4 miliardi di euro) all`anno. un beneficio a due facce: da una parte lascia al lavoratore la possibilit di scegliere quali prodotti culturali consumare, dallaltro i produttori culturali avranno pi spettatori alle loro produzioni, ha spiegato il ministro della Cultura, Marta Suplicy, al quotidiano brasilianoO Globo.

POPOLAZIONE POCO ISTRUITA.Limpossibilit di usufruire dei prodotti culturali uno dei grandi problemi della societ brasiliana, dove la crescita economica non viene accompagnata di pari passo da un aumento dei livelli di istruzione della popolazione. Secondo i dati dellistituto brasiliano di Statistica, nel 2010 in Brasile cerano ancora 14,6 milioni di analfabeti, equivalenti al 9% della popolazione. Il 75% dei brasiliani inoltre non mai entrato in una biblioteca e in media nel Paese verdeoro si leggono quattro libri allanno.
Secondo lindice di istruzione calcolato dalle Nazioni Unite nel 2009, il Brasile si collocava al 67esimo posto del ranking mondiale. Per fare un paragone, lItalia era al 22esimo.

SAN PAOLO IN RAMPA DI LANCIO.Il cambiamento, tuttavia, adesso iniziato. E al centro della rivoluzione culturale brasiliana si trova la citt di San Paolo, vero cuore pulsante del Paese: nel 2012, la megalopoli sudamericana stata inserita tra le 12 citt culturalmente pi attive del mondo dal World Cities Culture Report, uno studio commissionato dal Comune di Londra.
Per la prima volta, accanto a Parigi, New York, Shangai, Berlino e Tokyo, si fatta largo una citt dellAmerica Latina. La fame di cultura tanta e per milioni di brasiliani il Vale Cultura solo lantipasto.

Lettera43

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