Due molotov sono state lanciate all’interno di un albergo destinato ad ospitare profughi. E’ accaduto a Vobarno, in provincia di Brescia all’interno dell’albergo, attualmente chiuso al pubblico, Eureka. Importanti i danni alla struttura che sarebbe stata individuata per dare ospitalità a 35 richiedenti asilo. Sulla vicenda indagano i carabinieri. Il gesto potrebbe essere un’intimidazione nei confronti del proprietario dell’albergo.

La struttura era chiusa da circa quattro anni. Secondo i carabinieri di Salò non ci sarebbero feriti: alcune persone si sarebbero avvicinate armate di mazze e molotov alla struttura e avrebbero prima sfondato un vetro, per poi gettare all’interno dell’edificio le bottiglie incendiarie.

E’ stato lo stesso titolare dell’albergo a intervenire per spegnere le fiamme dopo il lancio di due molotov che hanno raggiunto il pian terreno dello stabile. Nonostante questo, al momento, come ha assicurato Valerio Ponchiardi, titolare dell’hotel Eureka spaventato per quella che ritiene un’intimidazione, non è “ancora stato siglato alcun accordo con la Prefettura per dare ospitalità a coloro che hanno richiesto asilo”.

Prefettura: “Nessun accordo sui migranti” – “Era stata avanzata un’ipotesi di utilizzo, ma al momento nessun accordo è stato trovato tra la cooperativa che gestisce gli stranieri e la proprietà dell’albergo”, ha precisato il prefetto Annunziato Vardè, aggiungendo che sono molti i migranti attesi nelle prossime ore anche nel Bresciano.

Salvini: condanno violenza ma responsabilità governo – “Ogni episodio di violenza legato all’invasione clandestina, che ovviamente condanniamo, è responsabilità di un governo complice e incapace, che sta trasformando le città italiane in campi profughi”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini.

Ma il sindaco chiarisce: “Ero informato dell’arrivo dei migranti” – “Ho avuto la notizia dell’arrivo giovedì dal prefetto che mi ha detto che li avrebbe mandati al ristorante albergo Eureka”. E’ quanto ha detto il sindaco di Vobarno Giuseppe Lancini che è stato convocato lunedì in Prefettura a Brescia per fare il punto della situazione dopo lo scoppio di due molotov avvenuto nella notte. “Ho riunito la popolazione della frazione di Carpeneda, circa 400 persone, per comunicarlo e la gente ha bocciato la proposta. Pensavo che poi la sommossa fosse rientrata e invece 24 ore dopo sono state lanciate le molotov”. Nel paese al momento sono presenti 23 richiedenti “che sono arrivati tramite le cooperative di Angelo Scaroni”, l’imprenditore bresciano indagato dalla Procura di Brescia per truffa allo Stato nella gestione dei richiedenti asilo. “Aveva messo quei 23 profughi in un unico stabile con un solo bagno. Come possono succedere cose così?”, si è chiesto il primo cittadino di Vobarno.

TGCom24

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