CARCERE2TERNI Hanno ribadito al tribunale del riesame l’innocenza dei loro assistiti e la regolarità della vendita del castello di San Girolamo i difensori dei tre arrestati nell’indagine della procura di Terni  e hanno chiesto la revoca della custodia cautelare. L’udienza ha riguardato l’ex direttore dell’ufficio tecnico della diocesi di Terni L. G., il dirigente del Comune di Narni A.Z., in carcere, e l’ex economo della curia P. Z., ai domiciliari.  La decisione è attesa già da mercoledì. I tre erano stati travolti  dall’inchiesta sulla vendita-truffa del castello di san Girolamo a Narni, scaturita dal filone dell’indagine che avrebbe fatto affiorare il buco milionario alla diocesi di Terni, Narni e Amelia, quasi 23 milioni di euro per ammissione dello stesso vescovo amministratore apostolico Vecchi. Il gip di Terni aveva  accolto la richiesta di concessione degli arresti domiciliari presentata dai difensori dell’ex economo della diocesi di Terni, P. Z., in carcere da mercoledì per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla turbativa d’asta per la compravendita del castello di San Girolamo. Rimangono in carcere, sempre su decisione del gip, gli altri due arrestati, l’ex capo dell’ufficio tecnico della Curia, L. G., e il dirigente del Comune di Narni A. Z. Sulla vicenda che ha portato, tra l’altro, all’arresto del dirigente del comune di Narni A. Z. e all’iscrizione nel registro degli indagati di altri sette tra amministratori e tecnici si è espresso anche il sindaco di Narni, Francesco De Rebotti, che sottolineerebbe di essere “certo  che in sede giudiziaria emergerà tutta la verità sul corretto comportamento degli amministratori e dei tecnici del Comune di Narni coinvolti”.

TerniMagazine

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