Foto oscene per scopi scientifici Arrestato assistente di uno studio medico - foto archivioUna bufera dai risvolti hard travolge l’Udc. Ivo D’Agostino, l’assessore alla Sanità del Comune di Chieti, avrebbe chiesto prestazioni sessuali in cambio dell’assegnazione di alloggi popolari.

Accusato di concussione, tentata concussione e violenza sessuale, il 54enne centrista è stato messo agli arresti domiciliari dal gip del tribunale di Chieti, Paolo Di Geronimo, su richiesta del pm Lucia Campo che, invece, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il sindaco Umberto di Primio ha avocato a sè le deleghe dell’assessore.

È stata denominata “Sex for house” l’operazione di polizia giudiziaria condotta dalla squadra mobile di Chieti e culminata con l’arresto di D’Agostino che aveva le deleghe alle Politiche della Casa, Protezione civile, Igiene e Sanità, Traffico e Viabilità. A dare il via alle indagini è stata la denuncia presentata lo scorso 6 giugno da una delle vittime, una donna di nazionalità caraibica che si era rivolta all’assessorato alle Poltitiche per la casa in cerca di un alloggio popolare. L’assessore ne avrebbe in seguito approfittato dello stato di necessità della donna per carpirne favori sessuali. Altre quattro donne, tutte giovani ed avvenenti, sono state poi rintracciate dagli uomini della mobile, grazie anche alla collaborazione di un responsabile della Caritas. Dal novembre del 2011 a poche settimane fa, D’Agostino avrebbe infatti abusato di una rumena, una polacca e due cittadine italiane, tutte estremamente bisognose. Dopo un iniziale timore, le donne hanno ammesso di essere state vittime dello stesso modus operandi da parte dell’assessore centrista.

La segreteria nazionale dell’Udc ha disposto l’immediata sospensione dal partito di D’Agostino. “Il partito esprime massima fiducia nell’operato dei magistrati e delle Forze dell’Ordine – si legge in una nota – sperando si arrivi nel più breve tempo possibile a chiarire ogni responsabilità”.

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