CALCIO: FOLLIA LECCE, PERDE LA B E TEPPISTI SI SCATENANOLECCE – Un giovane è stato arrestato e un altro denunciato a piede libero per gli incidenti avvenuti ieri all’interno e all’esterno dello stadio di via del Mare, dopo la mancata promozione in B del Lecce che ha scatenato la rabbia degli ultrà. L’arrestato, a quanto si è saputo, è un giovane di Mesagne (Brindisi) su cui già gravava un provvedimento di Daspo. Una decina di persone, agenti di polizia, steward e un fotoreporter, ha riportato lievi ferite e contusioni. Il teppista, fermato fuori dall’impianto, nei pressi dell’accesso agli spogliatoi, è stato condotto in questura per il confronto con riprese fotografiche e video che avrebbero attestato la sua responsabilità negli episodi violenti. L’amarezza per l’insuccesso con il Carpi è stata sfogata con il lancio di petardi e fumogeni contro la polizia (un fuoristrada é stato bruciato), il pestaggio di steward e la distruzione delle suppellettili dello stadio. Per tutta la notte gli investigatori, coordinati dal questore, Enzo Carella, hanno visionato i filmati e le foto per identificare i teppisti, molti dei quali sarebbero noti pregiudicati. Si tratta di un lavoro meticoloso – viene sottolineato – fatto d’intesa con il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, e non agevole per il gran numero di persone coinvolte nelle violenze, circa 250 secondo le stime della polizia. In mattinata un sopralluogo nella zona degli incidenti è stato compiuto dal prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, accompagnato dal questore.

Il giovane arrestato è Virgilio Coppola, 27 anni, nato a Mesagne e residente a Erchie, in provincia di Brindisi. E’ accusato di aver lanciato sassi contro le forze dell’ordine. Per ora sono due le persone denunciate a piede libero, entrambe con l’accusa di lancio di materiale pericoloso durante la competizione sportiva: sono un uomo di 33 anni di Surbo e un diciannovenne di San Cesario, comuni salentini.

La promozione in B sfumata sul filo di lana ha alimentato la rabbia di 250 di teppisti leccesi che a fine partita l’hanno buttata sulla violenza, prendendosela in particolare con steward e forze dell’ordine, e distruggendo ogni cosa che hanno incontrato all’interno e all’esterno dello stadio di via del Mare.

La polizia ha lanciato numerosi lacrimogeni e fatto cariche di alleggerimento ma non è riuscita ad evitare che un suo fuoristrada, un Mitsubishi Pajero, venisse incendiato, e alcuni agenti fossero contusi alle gambe dal lancio di pietre.

I facinorosi, molti dei quali con il volto coperto con sciarpe giallorosse o t-shirt, hanno anche lanciato diversi petardi, fumogeni, danneggiato vetture e rotto numerose vetrate. Il loro obiettivo era quello di ‘far pagare’ a giocatori e società l’insuccesso sportivo. Dopo un assedio davanti agli spogliatoi, la loro meta, sono stati dispersi dalla reazione dei poliziotti coordinati dal questore di Lecce, Enzo Carella.

Il via agli incidenti è scattato dopo il fischio dell’arbitro che sanciva la promozione del Carpi, al termine dell’1-1 del ritorno della finale play off di Lega Pro, e un altro anno di purgatorio in terza serie per il Lecce.

Troppo per un ambiente che per nove mesi aveva cullato il sogno della B e che non si è ancora ripreso dalla doppia retrocessione in un sol colpo – dalla A alla Prima divisione – dell’anno scorso a causa del calcioscommesse e della combine nel derby con il Bari. Facendosi strada attraverso un ampio varco aperto in curva Nord, un’orda di scalmanati ha attraversato il terreno di gioco dirigendosi verso la scaletta che conduce agli spogliatoi.

Tra gli ultimi riusciti a mettersi in salvo, prima che venisse chiusa la porta blindata che conduce alle stanze delle squadre e degli arbitri, è stato l’inviato della Rai Emiliano Cirillo impegnato nelle interviste del dopo gara a bordo campo. E’ stato fortunatamente avvertito da uno steward, racconta, dell’arrivo dei vandali e ha raggiunto in extremis la sicurezza. Dietro di lui una telecamera è stata sfasciata e le panchine sono state sradicate e lanciate sui gradini.

A contrastare le violenze, in questa fase, solo una quindicina di steward posizionatisi nell’accesso al tunnel e colpiti a ripetizione con pugni, calci e corde; una vetrata di plexiglas è stata distrutta così come alcuni cartelloni pubblicitari. L’arrivo successivo di un gruppo di agenti ha fatto rientrare gli ultrà in tribuna che sulla via del ritorno non hanno trovato di meglio che tagliare le reti di una porta e aprire un estintore. Le violenze si sono poi trasferite fuori dallo stadio perché i teppisti hanno cercato l’altra strada, dall’esterno, per raggiungere gli spogliatoi, facendosi largo con petardi e lacrimogeni ma trovando l’opposizione della polizia che li ha dispersi usando lacrimogeni e facendo cariche di alleggerimento, e scortando infine, quando la situazione si è normalizzata, l’uscita delle squadre. Quella del Carpi è stata applaudita.

Ansa.it

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