ast rotoliTERNI Se le proposte di acquisto per l’Ast sono giudicate “irricevibili” da Outokumpu, le dichiarazioni dell’amministratore delegato Mika Seitovirta sono giudicate “irricevibili per l’Italia” dalla governatrice Catiuscia Marini. La presidente della Regione non resta in silenzio di fronte a quella che si configura come un’inattesa battuta d’arresto nella trattativa di vendita delle acciaierie e propone un piano per reagire.

Si attivi il governo “Chiederò formalmente al governo nazionale di assumere ogni iniziativa utile alla difesa dell’integrità del sito industriale di Terni, e della stessa industria siderurgica del nostro Paese”. Il tono è più che combattivo: “Non sarà una multinazionale a definire, infatti, le strategie industriali di una Regione e di un Paese”, dice la Marini, che formalizzerà la richiesta al governo e al presidente del Consiglio Letta “domani al termine dei lavori del consiglio comunale di Terni, d’intesa con le altre istituzioni territoriali umbre”. Un incontro cui prenderà parte anche il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che finora ha seguito il caso Ast.

Voce grossa con l’Ue L’obiettivo dell’esecutivo regionale è stimolare “una forte iniziativa istituzionale” nei confronti dell’Unione europea, e in particolare della Commissione. Secondo la presidente, ciò rientra appieno nelle prerogative riconosciute agli Stati membri dai trattati dell’Ue per quanto riguarda la “salvaguardia delle proprietà industriali e degli interessi nazionali considerati strategici”. E – pensa la Regione – non c’è dubbio che l’Ast “rappresenti un ‘asset’ industriale strategico per il sistema Paese per la sua competitività. Per questo, la giunta considera dunque irricevibile trattare il futuro assetto proprietario dell’Ast alla stregua di una mera vicenda di mercato o, peggio ancora, di regole della concorrenza”. Questa posizione va affermata anche in vista dell’imminente definizione da parte della Commissione del piano siderurgico. “Non basta più ricevere garanzie sul mantenimento di adeguati livelli occupazionali. Occorre invece difendere la forza industriale, strategica e innovativa dell’Ast, con particolare riferimento alle capacità e quote produttive del sito di Terni”.

E’ tempo di tutelare l’Italia “Chiederò al governo, nella persona del presidente del consiglio Enrico Letta – continua la presidente – di respingere le questioni poste dalla società Outokumpu che sono volte alla tutela degli interessi produttivi di altri Paesi europei e di altri impianti produttivi, ai danni di Terni e dell’Italia”.

De Sio: impedire che cancellino l’Ast Anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alfredo De Sio interviene sulla vicenda della vendita Ast. “Pacco, gioco delle tre carte, manovra speculativa – dice -. Chiamatela come vi pare ma questa è la sostanza di una situazione che fin dall’inizio aveva i contorni della insensatezza e che ha visto l’Italia incapace di districarsi nei sottili giochi diplomatico-finanziari che, a livello europeo, nascondevano dietro l’inflessibile burocrazia dell’Unione una lotta per la sopravvivenza delle residue quote mercato dell’inox continentale, scaricando su Terni la soluzione momentanea dei problemi”. E ancora: “Questa è la vera situazione. Dalla vendita e acquisizione da parte dei finlandesi, dalle determinazioni dell’antitrust, dalla decisione di vendere l’Ast, dal successivo scorporo del tubificio fino alle procedure di offerte da parte di eventuali acquirenti, tutto si è svolto all’insegna di un preciso disegno che ha un unico obiettivo: cancellare la storia e il futuro dell’acciaieria ternana”.

Corriere dell’ Umbria

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.