orangoROMA – “La legge Bossi-Fini va rivista e ci sonodiverse aperture da parte di diversi gruppi politici”. Il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge è convinta di avere gli appoggi necessari alla modifica della legge, come ha dichiarato a margine di una conferenza a Reggio Calabria. Ma esponenti del Pdl e della Lega Nord frenano e ottenere una modifica non sarà facile, anche perché Cécile Kyenge i diversi gruppi politici che la appoggerebbero non li nomina, forse per non rivelare la scarsa consistenza di quegli appoggi.

C’è inoltre un porblema di competenza: la materia della Bossi – Fini appare più di competenza del ministero dell’ Interno che di quello della Polizia.

L’impressione è che la Kyenge, aiutata dalla simpatia e dalla popolarità che le hanno portato le incivili e incaute parole di Roberto Calderoli e sulla scorta dell’insegnamento di altri ministri come Zanonato e soprattutto della scuola della più brava di tutti nel campo self promotion, Laura Boldrini, presidentessa della Camera, abbia capito che ogni occasione è buona per far parlare di séi giornali.

La Kyenge ha dichiarato: “Sulla rivisitazione della legge Bossi-Fini ci sono diverse aperture da parte di diversi gruppi politici per andare verso una riforma. Credo che questa legge vada rivista perché noi dobbiamo avere un approccio basato sulla persona”.

Il ministro ha aggiunto: “Il percorso si fa anche con chi la pensa diversamente e quindi ci sarà la possibilità di sedersi tutti allo stesso tavolo dove ognuno di noi può dire la sua e dove, come per il percorso che è stato avviato per la cittadinanza che felicemente sta andando avanti mettendo a confronto tutte le opinioni e tutte le forze politiche. Lo stesso si deve fare con la legge Bossi-Fini”.

Massimiliano Fedriga, deputato della Lega Nord, ha commentato le dichiarazioni della Kyenge: “La legge Bossi-Fini va bene così, ma potrebbe addirittura esse migliorata in senso restrittivo al fine di tutelare maggiormente il nostro territorio e i cittadini che lo abitano. Le immagini della protesta dei clandestini ospitati nel Cie di Gradisca, e soprattutto quelle dei pochi manifestanti, appartenenti ai partiti di centrosinistra o ad associazioni e movimenti a essi vicini, sono la perfetta rappresentazione dell’ipocrisia che regna in quell’area politica”.

Fedriga ha poi aggiunto che ”le strutture che oggi vengono definite ‘lager’ sono state aperte con il nome di Centri di permanenza temporanea per effetto della legge Turco-Napolitano, anch’essa approvata per contrastare l’immigrazione clandestina”.

BlitzQuotidiano

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