ast portineriaTERNI “L’esclusione dalla trattativa di vendita del Tubificio rappresenta un elemento molto negativo”. Anzi è “inaccettabile”, perché “valori come quello dell’integrità dell’Ast non possono essere scalfiti da decisioni penalizzanti per un impianto industriale strategico e fondamentale per il Paese”. La Cgil dell’Umbria esce allo scoperto il giorno dopo l’incontro sulla cessione dello stabilimento ternano che si è svolto al ministero dello Sviluppo economico tra il sottosegretario Claudio De Vincenti, i rappresentanti delle istituzioni locali e i sindacati. Il sindacato rosso vede nero ed esprime “forte preoccupazione” per l’ex ThyssenKrupp.

Cgil: niente esuberi? Vediamo il piano Anzitutto, non bisogna fermarsi alle rassicurazioni espresse rispetto all’ipotesi esuberi. Se il governo ieri “ha smentito che nell’ipotesi Aperam fossero presenti tagli al personale, prefigurando al contrario un aumento delle attività fusorie del sito di Terni”, resta “l’esigenza di conoscere nel dettaglio il piano industriale presentato nelle offerte di acquisto e le modalità operative in esso contenute”. Un passaggio ritenuto essenziale per inquadrare al meglio la futura collocazione dell’Ast, tenendo anche conto degli “elementi di grande criticità” che interessano il contesto europeo della siderurgia, “a cui si deve aggiungere l’assenza di una politica industriale italiana”, senza dire del “calo dei volumi registrato negli ultimi mesi” nel sito ternano, che così appare meno competitivo.

Ugl: evitare di allungare i tempi Aspetta di visionare i piani industriali anche l’Ugl, in base a quanto dichiarato dal segretario confederale Cristina Ricci e dal coordinatore nazionale del comparto Siderurgia dell’Ugl Metalmeccanici, Daniele Francescangeli. “Dall’incontro di ieri nessuna grande novità, ma facciamo affidamento in un intervento efficace del Mise affinché si arrivi presto ad un’intesa soddisfacente”. Riguardo la proroga della cessione da parte di Outukumpu, l’Ugl informa di aver chiesto “che il Mise intervenga presso la Commissione europea per dare certezze, evitando che i tempi si allunghino eccessivamente”.

Chiesto un consiglio comunale straordinario Intanto, i consiglieri comunali di Terni Talamonti e Boccolini hanno chiesto con urgenza un consiglio comunale straordinario, con l’obiettivo “di dare forza alle iniziative che istituzioni,  rappresentanze sociali, mondo economico e parlamentari stanno attuando per difendere i diritti dei lavoratori e la realtà industriale di Terni, patrimonio tecnologico di eccellenza a livello nazionale ed europeo”. “Se non c’è chiarezza – dicono i due consiglieri – non si tocca neanche un bullone, non è solo uno slogan, ma un disegno programmatico, un percorso comune per difendere il sito di Terni, fiore all’occhiello per l’economia umbra, italiana ed europea. La salvaguardia del sito industriale non è affatto un tema locale, ma è garanzia di risorse tecnologiche di assoluto rilievo per gli interessi della nazione. Ecco perché, scongiurando ogni ipotesi di spacchettamento, si può garantire continuità produttiva, occupazione e livelli qualitativi, bloccando operazioni speculative estranee alla filiera industriale di riferimento”.

Corriere dell’ Umbria

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