aste-miracolose-web-770x513Il Web promette di tutto, dai prodotti griffati a prezzi superscontati al sesso facile con la casalinga della porta accanto. In genere, però, anche sul Web vale la saggia regola che nessuno regala niente e dietro le offerte incredibili si nasconde quasi sempre una truffa o un raggiro finalizzato ad alleggerire il portafogli dell’incauto navigatore, proprio come le Sirene di Ulisse.

IL MONDO DELL’ ASTA AL RIBASSO – I prodotti griffati a pochi euro si rivelano falsi di mediocre qualità (ammesso che arrivino e che l’acquisto non sia solo un sistema per carpire i dati della vostra carta di credito) e la casalinga in cerca di avventure con sconosciuti risponde a numeri telefonici che succhiano decine di euro al minuto. In effetti si avverte la mancanza, per i siti Web, di qualcosa di simile al noto TripAdvisor che consente a viaggiatori e vacanzieri di conoscere pregi e difetti del ristorante o dell’albergo che si accingono a visitare. Tra le offerte ammalianti ci sono anche quelle delle aste miracolose, che promettono di portare a casa oggetti del valore anche di migliaia di euro, spendendo pochi piccioli. Qualche anno fa vennero alla ribalta le cosiddette aste al ribasso e più di qualcuno (anche tra i giornalisti di media generalisti e di riviste specializzate) pensò davvero che si trattasse di una grossa opportunità. Normalmente un’asta al ribasso è lecita ma a trarne vantaggio è chi indice l’asta più che i partecipanti alla stessa. Pensiamo a una gara d’appalto: i concorrenti devono presentare offerte per aggiudicarsi la gara e vince chi presenta l’offerta più bassa. Il vantaggio di chi indice l’asta è quello di pagare un prezzo inferiore. Nelle cosiddette aste al ribasso sul Web, chi indice l’asta non sta acquistando un bene o un servizio (per il quale intende pagare il prezzo più basso possibile), ma lo sta mettendo in vendita e logica vuole che avrebbe interesse a venderlo al prezzo più alto possibile. Perché mai dovrebbe essere così masochista da indire un’asta al ribasso?

DIETRO L’ASTA IN RETE – La spiegazione è semplice. Nelle aste al ribasso, per poter puntare occorre pagare. A vincere è chi fa l’offerta unica più bassa. Che significa unica? Facciamo un esempio che chiarisca tutto il meccanismo. Il venditore offre un telefonino che vale 500 euro, con asta al ribasso. Per poter fare un’offerta, è necessario pagare due euro. Il primo partecipante paga i due euro e offre 1 euro. Sicuramente saranno in tanti a fare la stessa cosa e dato che le offerte uguali si annullano, nessuno porterà a casa il telefonino per un euro. Chi partecipa all’asta ha interesse a offrire una cifra bassissima ma più è bassa la cifra più saranno tanti quelli che hanno fatto la stessa offerta e pertanto non vincerà l’asta. Deve quindi fare un’offerta più alta, ma quanto più alta? Se alza molto l’offerta è probabile che sia l’unico a offrire tanto ma è anche probabile che qualcuno potrebbe aver fatto un’offerta appena più bassa e unica. Poniamo che offra 200 euro e che nessuno offra altrettanto ma ci sia una singola offerta per 196 euro. A vincere sarà quest’ultima. E’ allora evidente che tra le numerosissime combinazioni che stanno tra 1 euro e 500 euro, bisogna azzeccare quella che risulti allo stesso tempo unica e più bassa. Che potrebbe essere di 499 euro o di 137 euro, giusto per fare due numeri a caso. Se fosse di 499 euro il venditore avrebbe piazzato bene il prodotto (guadagnando solo un euro in meno rispetto al guadagno massimo) ma se fosse di 137 euro il venditore ci rimetterebbe. In realtà al venditore non interessa più di tanto che l’oggetto venga venduto a 499 euro piuttosto che a 137 euro. Il suo guadagno, infatti, viene dal numero dei partecipanti all’asta. Se partecipano 1000 persone, ognuna di loro avrà pagato due euro per fare la propria offerta e al venditore saranno entrati in tasca 2000 euro. Il suo guadagno è più che garantito a prescindere dal prezzo a cui viene aggiudicato il telefonino. L’unico interesse del venditore, quindi, è quello che all’asta partecipino quante più persone possibile e che si facciano tante offerte (ogni persona può fare più offerte, ovviamente pagando per ciascuna di esse). Tra le centinaia o migliaia di partecipanti, uno potrà essere abbastanza fortunato da azzeccare un’offerta molto bassa e unica, portandosi a casa l’oggetto a un prezzo vantaggioso. Pura fortuna, quindi, e ciò basta a capire che l’asta al ribasso è praticamente un gioco d’azzardo, come le scommesse e le lotterie, dove le probabilità di vincere sono molto basse. Per questa ragione la Guardia di Finanza è già intervenuta chiudendo vari siti di aste al ribasso e denunciandone i gestori essenzialmente perché non erano stati autorizzati a esercitare giochi di scommesse e lotterie. In conclusione, partecipare a un’asta al ribasso è come giocare al lotto o comprare un “grattino” e il costo della puntata è il prezzo pagato per fare l’offerta.

ASTA AL CENTESIMO – Venuto allo scoperto l’inganno, le aste al ribasso hanno iniziato a perdere colpi ed ecco che è saltata fuori una variante: l’asta al centesimo. Come funzionano le aste al centesimo? Non vale il meccanismo del ribasso e non si può scegliere l’importo dell’offerta. Ogni volta che una persona partecipa all’asta, quella persona offre un centesimo in più dell’offerta precedente. Facciamo di nuovo l’esempio del telefonino del valore di 500 euro. L’asta parte da zero. Ogni volta che una persona partecipa all’asta, il prezzo sale di un centesimo. Se è arrivato a 10 euro e 11 centesimi e decidete di partecipare, la vostra offerta sarà di 10 euro e 12 centesimi, e così via. Anche qui per partecipare bisogna pagare, comprando pacchetti di offerte. Ad esempio, pagate 100 euro per un pacchetto di 50 offerte e così potrete partecipare 50 volte (alla stessa asta o a più aste). Anche in questo caso il guadagno di chi organizza l’asta rinviene dalla vendita delle offerte (in questo caso pacchetti di offerte) e non dalla vendita dell’oggetto. Vince l’asta l’ultima persona a fare un’offerta prima che l’asta si chiuda. Anche in questo caso è evidente che si tratta di pura fortuna anche perché in genere ogni nuova offerta fa slittare la scadenza (di secondi o di minuti, dipende dall’asta) ed è facile capire che tutti i partecipanti faranno l’offerta proprio quando l’asta sta per scadere, determinando uno slittamento della scadenza, al cui approssimarsi, il meccanismo si ripeterà, fin quando il prezzo dell’oggetto sale un po’ troppo o si ha la fortuna di beccare un momento in cui online non c’è nessuno che sia interessato a partecipare. Evenienza, quest’ultima, davvero rara se non impossibile: gran parte di queste aste prevedono la possibilità di affidare al computer il compito di fare l’offerta automaticamente in prossimità della scadenza dell’asta. Spuntare un affare è quindi difficilissimo.

L’ASTA SUL WEB  – Ma la cosa più insidiosa è la strategia con cui questi siti vengono pubblicizzati. Sul Web si trovano articoli e siti  costruiti in maniera da ingannare il lettore. Appaiono nella forma di recensioni, inchieste, approfondimenti, con tanto di commenti entusiastici di lettori che proclamano di aver fatto affari incredibili. Alcuni siti asseriscono di essere stati recensiti o comunque commentati da quotidiani e televisioni famose, ma non ci sono i link per verificare se e cosa i media abbiano scritto effettivamente. La rete di questi siti e blog ingannevolmente promozionali è così fitta ed estesa da intercettare praticamente qualsiasi ricerca su Google. Anche le condizioni contrattuali, che spesso gli utenti nemmeno leggono, sono tutt’altro che tranquillizzanti in quanto gli organizzatori si riservano generalmente il diritto di annullare o riavviare un’asta nel caso rilevino comportamenti scorretti o attacchi di hacker. Una precauzione comprensibile, certo, ma come fa un utente a verificare che ci sia stato effettivamente un attacco hacker o un comportamento scorretto da parte di altri utenti? Queste informazioni risiedono solo nei log dei server (quasi sempre all’estero) ai quali hanno accesso soltanto i gestori. Bisogna fidarsi alla cieca, insomma, anche se in fin dei conti è improbabile che i gestori di questi siti ricorrano a simili stratagemmi per evitare che un oggetto venga battuto a un prezzo troppo basso. In realtà il loro guadagno, come si è visto, è ben altro, e ogni vendita a prezzi stracciati rappresenta un ottimo veicolo pubblicitario, proprio come fanno i Casinò che danno sempre rilievo alle grosse vincite. Non c’è da meravigliarsi, quindi, che qualcuno riesca a portarsi a casa una Porsche per meno di 15 euro. Ma le probabilità di riuscirci sono così basse che tanto vale tentare un terno secco all’italianissimo lotto.

Giornalettismo

Un commento su “Che interesse avrebbe il venditore a vendere al ribasso? Il fenomeno diffuso delle aste al ribasso.

  1. Non sono d’accordo con l’articolo sopra in alcuni punti.
    Premetto che so il funzionamento delle aste al ribasso o centesimali e so benissimo che quando la pubblicità dice che l’oggetto è stato venduto ad un certo prezzo, in effetti non è il prezzo che ha pagato l’utente, ma siccome ha fatto più puntate è logico che il prezzo pagato equivale alla somma delle puntate, inoltre hanno contribuito a far guadagnare chi mette in vendita l’oggetto anche coloro che hanno fatto le puntate senza aggiudicarsi l’articolo, visto che hanno fatto delle puntate pagandole senza vincere nulla, quindi l’importante a mio avviso è che chi lo vende sia una persona onesta e si accontenti di guadagnare non più del valore dell’oggetto.
    Per quanto riguarda il considerarlo un gioco d’azzardo non sarei tanto d’accordo poichè potrebbe esserlo in quanto girano dei soldi e si fanno delle puntate su un oggetto (come nella roulette su un numero o un colore), ma potrebbe non esserlo se viene considerato a un sorteggio dove uno acquista un biglietto e potrebbe vincere o non vincere, se quest’ultimi rientrerebbero nei giochi d’azzardo allora tutti praticano azzardo, poichè di sorteggi per raccolta fondi o altro ce ne sono parecchi.

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.