telecomTERNI Rispetto alla notizia dell’ipotesi di una chiusura della sede Telecom di Terni “che si configura come l’ennesimo schiaffo nei confronti della città, già privata di altri importanti enti e realtà lavorative”, i consiglieri Sandro Piccinini e Valdimiro Orsini (Pd) hanno presentato un atto d‘indirizzo, con il quale considerato “che l’attuale sede di Via Mentana ospita uno dei più numerosi presidi di tecnici e operatori di rete, nonché una centrale che garantisce il servizio telefonico a gran parte della nostra città”, si chiede che il consiglio comunale impegni il sindaco e la giunta “a farsi promotori nei confronti di tutti i soggetti interessati al fine di salvaguardare e difendere la sede dell’azienda Telecom attualmente presente a Terni dal rischio chiusura, anche per evitare l’ennesima perdita di una realtà importante per la nostra città e il suo comprensorio”. Anche i sindacati Slc-cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil chiedono di avviare un tavolo di confronto con le istituzioni locali, Regione, Provincia e Comune, per ricercare ogni possibile soluzione in grado di scongiurare la chiusura dell’ultimo presidio Caring Services di Telecom Italia dell’Umbria. Nella trattativa nazionale del 27 Marzo con Telecom Italia sul piano industriale 2013-2015, che prevede interventi di efficientamento, recuperi di produttività e razionalizzazioni in tutti i settori dell’azienda, al fine di scongiurare l’ipotesi di oltre 6.000 esuberi; nel piano industriale, tra gli interventi di razionalizzazione previsti, ce ne sono alcuni riguardanti la chiusura della maggior parte delle sedi Caring Services (187, 191, 119) in tutto il territorio nazionale, tra le quali anche quella di Terni, che secondo le previsioni andrà in chiusura entro il 2014; nel corso della trattativa i sindacati hanno  proposto all’azienda soluzioni in grado di poter rendere sostenibili i costi di struttura ed evitare l’ipotesi della chiusura di Terni, ipotizzando anche possibili accorpamenti con altre sedi situate a poca distanza (Rieti e Viterbo) che figurano anch’esse tra quelle da chiudere; l’azienda, avrebbe però rifiutato di prendere in considerazione le proposte sindacali, rendendosi disponibile solamente a diminuire di poco la soglia dimensionale delle sedi presa a riferimento per stabilirne la chiusura, ora fissata a 46 addetti rispetto ai 50 previsti in origine, condizione che non consente, ad oggi, di evitare la chiusura sia di Terni che delle altre sedi sopracitate, tutte al di sotto di tale soglia. I sindacati non si arrendono, però, a ritenere la vicenda già chiusa e chiedono l’intervento delle istituzioni per salvare i 40 lavoratori della sede di via Mentana.

TerniMagazine

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