cie_ponteGaleria_roma_lp-300x199PERUGIA Divampano le polemiche dopo la proposta del segretario provinciale del Pd, Franco Parlavecchio, di istituire un Centro di identificazione ed espulsione in ogni provincia e quindi anche a Perugia come ulteriore strumento per garantire la sicurezza in città. Per l’assessore regionale Stefano Vinti (Prc) la richiesta di Parlavecchio “sembra non tenere minimamente in considerazione il bilancio fallimentare di vent’anni di politiche della destra italiana ai limiti della xenofobia”. “Pensavamo che con la Bossi–Fini si fosse toccato il fondo – continua l’assessore in una nota – ma evidentemente così non è e spiace che anche a sinistra, purtroppo, la questione della sicurezza venga trattata in maniera superficiale e demagogica”. Sempre sula stessa linea interviene il segretario del Prc Perugia che evidenzia come “il Cie  non è, né potrebbe mai diventare, la soluzione ai fatti criminali” che hanno coinvolto Perugia, “né ai fenomeni criminosi che con diverso grado di intensità e diffusione riguardano tutto il territorio regionale”. “La condizione personale di clandestino cui è costretto il migrante da una legge sbagliata nei Cie – prosegue – si trasforma in una sospensione sine die del diritto alla libertà ed alla dignità delle persone. Peggio del carcere”.

Corriere dell’ Umbria

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