Bono, 50 anni di rock e U2
Bono il leader degli U2 - il vero nome è Paul David Hewson - compie 50 anni.
L'artista per le sue attività umanitarie è stato nominato cavaliere dalla regina d'Inghilterra. Ma da ragazzino era un ribelle, anche per la morte della madre quando aveva 14 anni, lo testimoniano i brani "I will follow" e "Lemon". Da adolescente faceva parte dei Lypton Village. Lo pseudonimo Bono Vox fu ispirato da un negozio di apparecchi acustici chiamato Bonavox. In questo mezzo secolo di storia, la sua vicenda umana e artistica si è arricchita, oltre che di tanta musica, di progetti letterari-cinematografici, come la sceneggiatura del film "The Million Dollar Hotel" di Wim Wenders, e vari articoli di giornali attraverso cui portare avanti campagne umanitarie, come la Jubilee 2000, per azzerare il debito pubblico nei paesi del terzo mondo e per risolvere la difficile situazione della lotta all'Aids in Africa. Campagne che si sono quasi identificate con il nome di Bono da quando nel 2002, insieme a Bobby Shriver, ha costituito un'organizzazione chiamata Data (Debt, Aids, Trade, Africa), con l'obiettivo di far crescere la consapevolezza circa l'immenso debito estero dell'Africa, l'incontrollabile diffusione dell'Aids e le leggi del mercato che strangolano di fatto, impoverendoli, gli abitanti di quegli Stati.
Una 'missione' umanitaria che deriva a Bono dalla sua fede religiosa (si è sempre dichiarato cattolico). L'essere cresciuto in una famiglia in cui i genitori erano di confessioni diverse (il padre cattolico, la madre protestante), infatti, ha condizionato molto la sua crescita umana e artistica. Come leader e autore dei testi degli U2, per esempio, ha scritto "Gloria", contenuta nell'album "October", che è un vero e proprio inno a Dio, mentre, in "War", ha inserito il brano "40", il cui testo deriva dall'omonimo salmo biblico.
Il motivo di questa scelta viene svelato dallo stesso Bono nell'introduzione del "Libro dei Salmi", uno dei nove libri della Bibbia pubblicati nella serie tascabile "Libri Sacri" del Canonato di Edimburgo (tradotti in Italia da Einaudi). In essa, l'artista spiega il suo avvicinamento alla fede e alla bellezza che ha per lui l'antico testamento, definendo, fra l'altro, l'autore di questi salmi, Re Davide, come una star della Bibbia, una sorta di - sono parole sue - "Elvis Presley del testo sacro", per il suo potere e per il piacere alle donne.
Testo e foto presi da www.tgcom.mediaset.it









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