spoletoSPOLETO Per la prima volta dal 2005, Spoleto per il ponte del 2 giugno non sarà la “capitale del vino”. Gli organizzatori hanno infatti comunicato la decisione di annullare l’edizione 2013 di Vini nel mondo. “ E’ una decisione – dice Alessandro Casali, patron dell’iniziativa – che non avremmo mai voluto prendere, ma allo stato delle cose non abbiamo alternative”.

Nessuna certezza sul sostegno Dall’organizzazione spiegano che da molti mesi si sono fatte “riunioni  infinite” per creare le condizioni che rendessero possibile la nona edizione della manifestazione, ma a tutt’oggi, ad appena tre settimane alla manifestazione, “non c’è ancora alcuna certezza sul sostegno e la partecipazione da parte delle istituzioni e del sistema produttivo locale”.

Nessuna polemica ma rammarico sì “Da parte nostra – continua Casali – non c’è polemica, semmai rammarico e delusione. In questi anni abbiamo fatto di tutto per dare alla città e alla Regione una manifestazione di alto livello e di carattere nazionale che unisse due aree di interesse e sviluppo prioritarie per la città e per l’Umbria, il turismo e l’eccellenza enogastronomica. Però da soli non possiamo più farcela”.

I numeri del successo passato “In otto anni – spiega Giampaolo Emili, presidente dell’associazione Arte Gusto e Cultura – Vini nel Mondo ha fatto registrare a Spoleto oltre 1,2 milioni di presenze e oltre 500mila persone hanno partecipato alle sette edizioni della notte bianca. Gli esercizi alberghieri e commerciali hanno registrato in questi tre giorni il maggiore fatturato dell’intero periodo dell’anno. Forse una manifestazione come questa, che è un patrimonio di tutti, meritava più attenzione e partecipazione. Dobbiamo prendere atto che da parte di molti questa attenzione non c’è stata”. “In un momento difficile – aggiunge Casali – si dovrebbe fare squadra. C’è il paradosso che mentre siamo riusciti a coinvolgere protagonisti nazionali dell’eccellenza, le sole realtà che hanno manifestato difficoltà nel partecipare sono proprio quelle umbre”.

Sguardo rivolto al futuro Non sentiremo dunque più parlare di Vini nel Mondo? Neanche per sogno. “La nostra intenzione – dice Casali – è di non disperdere il valore della manifestazione. Vogliamo  sicuramente potarla avanti, anche se come e dove lo decideremo successivamente”.

Corriere dell’ Umbria

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