erin_burnett-300x125NEW YORK – “Il downgrade di Standard & Poor’s? Vi sta bene, in Italia scioperano tutti tranne le prostitute di Berlusconi“. Con questo affondo impietoso Erin Burnett, tra le anchorwoman più amate della Cnn, ha fatto un sunto dei problemi che attanagliano il nostro Paese.Lorenzo Bini Smaghi, economista e professore ad Harvard, quello che nel 2011 non si voleva dimettere dal board della Bce, le ha dato ragione: “Brutto ma vero”, ha detto ai microfoni di Radio 24.

La conduttrice di Outfront, programma seguito da milioni di americani, ha annunciato prima il rinvio del processo sul caso Concordia:

“Abbiamo appreso che il processo per il naufragio della Costa Concordia è stato rinviato per lo sciopero degli avvocati. Pare che in Italia sia normale, tanto che sul sito del ministero dei trasporti c’è una sezione dedicata all’annuncio dei prossimi scioperi”.

Primo colpo. Poi non paga ha collegato la notizia con quella del declassamento di Standard & Poor’s:

Anche per questo non c’è da sorprendersi del declassamento: quando si è sempre in sciopero poi ci sono queste conseguenze”.

Secondo colpo a segno. Infine la bacchettata finale:

L’uomo che ha guidato l’Italia per la maggior parte dell’ultimo decennio era forse troppo occupato coi suoi bunga-bunga per accorgersi degli scioperi e trovare una soluzione anche perché non sembra che le sue prostitute avessero scioperato

Colpito e affondato. Il sunto micidiale dei malvezzi italiani, compiuto dalla Burnett, ha già fatto il giro del mondo. A rincarare la dose ci ha pensato poi Lorenzo Bini Smaghi che ha affermato: £Ha ragione la Cnn. Servono riforme per la crescita. L’Italia fanalino di coda degli investimenti internazionali”.

Intervistato da Mario Platero su America 24, programma in onda su Radio 24, Bini Smaghi ha spiegato:

Le riforme sono politicamente impegnative e costose perchè fanno perdere consensi e spesso la politica tende a rimandarle. Ma per uscire dalla crisi non basta l’austerità, servono riforme per la crescita. La politica monetaria che è stata messa in atto l’estate scorsa con le dichiarazioni della Bce, hanno ridotto la pressione dei mercati ma i governi europei, inclusa l’Italia, hanno forse rallentato lo sforzo riformatore.

E conclude:

Chi vuole investire oggi in Italia, non guarda solo ai tassi di interesse, ma alla tempistica per avere i permessi per aprire un capannone, in quanto tempo paga la Pubblica amministrazione e, se hai dei rischi con la giustizia, quali sono i tempi processuali. Se questi fattori strutturali non vengono rimossi, gli interessi bassi non cambieranno le scelte degli investitori. L’anno prossimo staremo meglio se saremo in grado nei prossimi mesi di fare dei cambiamenti fondamentali e di fare quelle riforme che finora non abbiamo fatto

 BlitzQuotidiano

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