NARNI – “ Tutti noi vorremmo essere in uno scherzo di ‘Amici miei’ ma questa è la realtà”. Don Roberto Bizzarri, ieri mattina ha salutato così la salma di Gastone Moschin, il celebre attore deceduto ad 88 anni lunedì scorso all’ospedale di Terni. Il funerale, che si è tenuto al Santuario della Madonna del Ponte mercoledì mattina alle 11 è stato discreto, così come era stato l’attore in vita. Nessun nome altisonante, solo i familiari, tanti amici, i giovani della scuola di recitazione Mumos che Moschin aveva fondato con la moglie Marzia Ubaldi, presente in prima fila sotto un paio di occhiali scuri per salutare in preda alla commozione per l’ultima volta il suo compagno di vita. Presenti anche molti amici dell’attore, la figlia Emanuela ed i nipoti ed il sindaco di Narni Francesco De Rebotti.

I funerali, voluti dalla famiglia in forma privata, hanno contato anche la presenza di molti cittadini narnesi profondamente legati all’attore che dal 1990 viveva nella frazione di Capitone dove gestiva anche un maneggio. “Gastone – ha affermato Don Roberto – ci ha insegnato a guardare la vita in una prospettiva diversa, grazie alla sua grande ironia ed alla sua arte. Anche nei momenti difficili per il nostro Paese, lui attraverso i suoi film ci ha mostrato che spesso le difficoltà possono essere opportunità. Gastone – ha continuato il parroco –  sarà sempre tra di noi, con quella presenza discreta che ha sempre caratterizzato la sua vita, dedita al lavoro ed alla famiglia che amava. Ne ha combinate davvero tante, ma ha fatto anche molto del bene e per questo gliene saremo sempre grati”.

Don Roberto e tutti coloro che erano presenti e che conoscevano bene Moschin, si sono stretti intorno alla sua famiglia ricordando il suo carattere, la sua bontà, la sua ironia e la sua grande arte che lo ha consacrato nell’olimpo cinematografico e teatrale italiano come uno degli attori indimenticabili grazie alle sue eccellenti interpretazioni. Ed il parroco, ha voluto regalare ai presenti anche un ricordo personale dell’attore, legato al giorno del battesimo delle nipoti.

“Gli avevo chiesto – ha ricordato con affetto Don Roberto –  di leggere in chiesa le sacre scritture. Quando è arrivato portava un foglio scritto a mano, dove si era segnato e studiato quello che doveva poi leggere, quindi io gli feci notare la sua ‘indole’ di attore.’’ E lui: “Mica siamo a teatro qui, devo proclamare la parola di Cristo!”. Un ricordo scherzoso, così come era Moschin, persona che rimarrà nel cuore di tutti.

Corriere dell’ Umbria

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.