giorgio napolitanoNel decreto legge che riduce la Imu sulla prima casa, si annida un piccolo capolavoro di manipolazione delle leggi, fatto da qualche dirigente pubblico in favore di quei dirigenti pubblici che, percriminalità o sciatteria grave hanno causato danni allo Stato e sono stati condannati a rimborsare l’Erario.

Grazie all’articolo 14 del decreto legge sulla Imu del 31 agosto 2013, la chiuderanno con uno sconto del 75 per cento, basta che lo facciano tra il primo e il secondo grado del giudizio davanti alla Corte dei Conti.

È un regalo tra colleghi, sotto il mantello della grande casta che unisce i funzionari pubblici: oggi a me, domani a te, alla faccia di quei poveretti che pagano le tasse e anche le multe.

L’hanno messa in un modo che se un politico, ad esempio il primo ministro, voleva capire il senso della norma, era facilmente ingannato. Lo scopo, hanno scritto, è arrivare (anzi “addivenire” in tempi brevi alla riparazione del danno, applicando il principio dei pochi, maledetti e subito.

Se nessuno dei funzionari che circondano il primo ministro Enrico Letta, uno dei quali glielo ha anche fatto firmare, come qualcun altro lo ha fatto firmare al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha svelato il trucco, è anche possibile che il condono erariale sia stato emanato a insaputa di entrambi.

Ma è comunque uno scandalo, oltre che una beffa.

Ecco il testo dell’articolo 14 del  decreto legge 31 agosto 2013, n. 102, intitolato:

“Disposizioni urgenti in materia di Imu, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici”.

Art. 14.

Definizione agevolata in appello dei giudizi di responsabilità amministrativo-contabile.

1. In considerazione della particolare opportunità di addivenire in tempi rapidi all’effettiva riparazione dei danni erariali accertati con sentenza di primo grado, le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 231 a 233, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, si applicano anche nei giudizi su fatti avvenuti anche solo in parte anteriormente alla data di entrata in vigore della predetta legge, indipendentemente dalla data dell’evento dannoso nonche’ a quelli inerenti danni erariali verificatisi entro la data di entrata in vigore del presente decreto, a condizione che la richiesta di definizione sia presentata conformemente a quanto disposto nel comma 2.

2. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al comma 1, deve essere presentata, nei venti giorni precedenti l’udienza di discussione e comunque entro il 15 ottobre 2013, specifica richiesta di definizione e la somma ivi indicata non puo’ essere inferiore al 25 per cento del danno quantificato nella sentenza di primo grado; in tali casi, la sezione d’appello delibera in camera di consiglio nel termine perentorio di 15 giorni successivi al deposito della richiesta e, in caso di accoglimento, ai fini della definizione del giudizio ai sensi del comma 233, con decreto da comunicare immediatamente alle parti determina la somma dovuta in misura non inferiore a quella richiesta, stabilendo il termine perentorio per il versamento entro il 15 novembre 2013.

La data è quella del 31 agosto 2013.

Sotto ci sono le firme di Giorgio Napolitano, di Enrico Letta e dei ministri Angelino Alfano, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia e delle Finanze, Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali, Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e

dei Trasporti, Enrico Giovannini, ministro del Lavoro, Nunzia De Girolamo, ministro dell Agricoltura, il tutto con il visto del Guardasigilli Annamaria Cancellieri.

Possibile che non uno di loro se ne sia accorto? Possibile che al Quirinale, dove passano i giorni a vedere le virgole contro i vetri, non hanno avuto un dubbio? Avete una idea di in quali mani siamo?

BlitzQuotidiano

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