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Home Notizie La Marini: "Spiego tutto in Consiglio" Paganelli: "Ho pagato tutto a Morichini"

La Marini: "Spiego tutto in Consiglio" Paganelli: "Ho pagato tutto a Morichini"

catiuscia_marini


PERUGIA - Nel giorno più lungo della presidente Marini, l'inchiesta partita da un volo mai fatto atterra sopra un dubbio da sciogliere.

E il dubbio fa così: cosa significa quell'appunto trovato negli uffici di Viscardo Paganelli, imprenditore della Rotkopf finito in carcere per avere pagato una tangente da 40mila euro al consigliere di amministrazione Enac Franco Pronzato? Sull'appunto c'era un «K. Marini» con accanto la cifra di ventimila euro. E' convinzione degli investigatori che fossero destinati proprio alla presidente. Ma lei l'ha sempre sostenuto con forza: «Paganelli? Mai conosciuto». E se oggi la Marini va in Consiglio a riferire, ieri Paganelli è stato di nuovo interrogato dal pubblico ministero romano Paolo Ielo, titolare dell'inchiesta. Durante il nuovo interrogatorio Paganelli ha spiegato: «Ho dato a Vincenzo Morichini tutti i soldi che mi ha chiesto». L'amministratore della Rotkopf ha quindi riconosciuto l'appunto con nomi e cifre sequestrato nella sua azienda, Viscardo Paganelli. Per quattro ore Paganelli, assistito dall'avvocato Pasquale Bartolo, ha cercato di spiegare al pm Paolo Ielo come funzionassero i suoi rapporti con Morichini, mediatore di appalti pubblici. E così ha ammesso di avere pagato, ma sempre su sollecitazione dell'uomo d'affari che gli suggeriva a chi dare il denaro. «Non so se i soldi arrivassero davvero a destinazione - ha affermato - io li consegnavo a Morichini».
L'appunto, sequestrato dagli uomini del Nucleo valutario della Guardia di finanza, contiene diverse voci, oltre ai riferimenti istituzionali, ci sono sette nomi, tra i quali appunto quello di Catiuscia Marini, con accanto la cifra di 20mila euro, e quello dell'eurodeputato Roberto Gualtieri, che a fianco ha la somma 15mila. Ma entrambi gli interessati hanno smentito di conoscere Paganelli e di avere ricevuto denaro da Morichini. Paganelli ha spiegato che, nel caso di Gualtieri, Morichini gli aveva proposto un contributo elettorale, necessario per assumere maggior forza all'interno del partito e potere ottenere, in futuro, una contropartita utile anche a lui, come imprenditore.
Intanto la Marini attacca ancora. «Diffamata e calunniata» come «cittadina ma soprattutto come presidente della Regione», Catiuscia Marini ribadisce la tua «totale estraneità a questa vicenda giudiziaria» e sottolinea la «prova straordinaria di solidarietà, affetto e fiducia verso la mia persona». «In questi ultimi giorni ho ricevuto centinaia e centinaia di messaggi in cui coloro che mi hanno scritto, oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza, hanno voluto testimoniarmi che non è stata scalfita la loro profonda convinzione sulla mia onestà e trasparenza», aggiunge la presidente. «Hanno adoperato ogni mezzo possibile - conclude tra i ringraziamenti la presidente -, contattandomi su Facebook o inviando mail ai miei indirizzi di posta elettronica istituzionali e personali, con sms e con telefonate». «Piena solidarietà e vicinanza alla presidente Marini» sono state espresse anche da Gabriele Chiocci, presidente di Confapi Umbria. «Sono fermamente convinto - afferma Chiocci - che la presidente saprà chiarire, in maniera risolutiva, la sua estraneità ai fatti».
Solidarietà arriva anche dai Repubblicani europei dell'Umbria, che respingono «ogni giudizio sommario o tentazioni demagogiche» e auspicano «nel rispetto sempre avuto verso la magistratura, che la vicenda sia chiarita al più presto». Chiede invece che il consiglio regionale non si trasformi «in un'aula di tribunale, che balla al ritmo del cannibalismo politico» Sandra Monacelli, capogruppo Udc in consiglio regionale che invita al «senso di responsabilità da entrambe le parti nell'interesse dei cittadini». Mentre Maurizio Ronconi dell'Udc considera, riferendosi al Pdl, «inaccettabile l'imbarbarimento a trasformare i palazzi della politica in aule di tribunale e sconcertante produrre due posizioni antitetiche a seconda che si faccia politica a Roma o a Perugia. La politica giudicherà i comportamenti solo dopo le sentenze della magistratura».

Dal Messaggero del 5/7/2011

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