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Home Notizie Gli arrestati contro Goracci Dopo l’interrogatorio liberi Cristiano e la Cecili.

Gli arrestati contro Goracci Dopo l’interrogatorio liberi Cristiano e la Cecili.

GUBBIO – Le parole pesano e si trasformano in tasselli del gigantesco puzzle sugli scandali di Gubbio in mano alla procura perugina.

 Così la funzionaria comunale Lucia Cecili ha ottenuto gli arresti domiciliari, lasciando ieri mattina il carcere di Capanne, perchè è stata collaborativa e ha offerto agli inquirenti elementi giudicati utilissimi. Stesso discorso per l’ex segretario generale Paolo Cristiano, al quale il gip Carla Maria Giangamboni ha revocato gli arresti domiciliari. Il dottor Cristiano avrebbe rivelato che se non avesse assecondato i voleri di Orfeo Goracci ne sarebbe diventato un nemico giurato. Resta invece la misura cautelare scattata a San Valentino per gli altri sette, con la possibilità per il tenente dei vigili urbani Nadia Ercoli di poter accompagnare e riprendere a scuola la figlia di nove anni.  Il pressing dei magistrati sugli arrestati si fa sentire e produce i primi effetti. Ci sarebbero, infatti, alcuni passaggi chiarificatori sul ruolo di capo supremo di Orfeo Goracci, capace – secondo l’accusa – di controllare tutto e tutti per portare avanti l’azione politico-amministrativa a proprio piacimento rafforzando il consenso elettorale. Si spiega così la decisione del gip Carla Maria Giangamboni di revocare la custodia in carcere per Lucia Cecili, di rimettere in libertà Paolo Cristiano e di concedere a Nadia Ercoli un permesso per portare e ritirare la figlia da scuola.
La procura cerca riscontri. Cecili avrebbe fatto esplici riferimenti agli sms personali: incalzata dalle domande, avrebbe ammesso che gli innumerevoli messaggini dal cellulare potessero essere considerati un sistema di Goracci per strumentalizzare e soggiogare. Si sarebbe quindi assunta la responsabilità della consegna di certi documenti sebbene Goracci vicepresidente del consiglio regionale non avesse titolo ad entrarne in possesso. “La mia assistita – ha spiegato l’avvocato Ubaldo Minelli – ha assicurato piena collaborazione rispondendo con chiarezza e precisione. Non ha accusato nessuno”.
L’ex segretario Cristiano, difeso dall’avvocato David Brunelli, avrebbe spiegato che in Comune non si poteva agire diversamente per scongiurare le ritorsioni di Goracci che dettava le regole del gioco. L’indagine punta a svelare i particolari sul sistema di potere di Goracci che per dieci anni avrebbe tirato dentro (con vantaggi o svantaggi a seconda dei casi) dipendenti e cittadini per gestire la cosa pubblica secondo una visione personalistica più che politica. Intanto, da ieri mattina sono operativi i due periti di Ancona che hanno ricevuto l’incarico dalla procura di analizzare i computer sequestrati: gli accertamenti verranno fatti con la formula dell’incidente probatorio.
Per ora l’ex prosindaco Maria Cristina Ercoli e l’ex assessore Lucio Panfili restano a Capanne (come Goracci e Cappannelli) visto che il gip ha rigettato la richiesta di revoca del legale Ubaldo Minelli. Rimangono ai domiciliari Antonella Stocchi, Nadia Ercoli e Marino Cernicchi, difesi da Minelli (i primi due) e Mario Monacelli. Ora sulle misure cautelari si pronuncerà il tribunale del riesame, forse nel giro di una settimana.
Le attenzioni su Goracci restano massime. A Capanne l’ex sindaco legge i giornali e guarda la tv, tutto il giorno. Il 14 pollici nella cella è l’unico che parla, perché lui assorto nei pensieri scuote spesso la testa, specie ogni volta che i tg nazionali e locali fanno il suo nome raccontando la vicenda giudiziaria. Passa così le giornate dal giorno di San Valentino. Stavolta sui quotidiani e alla tv quei nomignoli di Zar, Tabelano, Re, Duce Rosso che sono risuonati negli anni (lui stesso li ricordava con autoironia) rimbalzano nel raccontare i passaggi dell’inchiesta. Goracci non sta in isolamento, ma da solo in una cella con due lettini. L’ex sindaco indossa sempre il giacchino rosso con cui ha lasciato la casa di via Madonna di Mezzo Piano quando i carabinieri l’hanno prelevato.
Non nasconde di sentire freddo ed appare molto abbattuto, duramente provato dal carcere e dalle pesantissime accuse che gli piovono addosso. Ora Goracci che ha dominato incontrastato l’ultimo decennio eugubino è un uomo solo nella tormenta giudiziaria. Il braccio del carcere è abbastanza affollato ed i cinque eugubini rinchiusi non sono, ovviamente, vicini l’uno con l’altro. Niente isolamento per loro: qualcuno divide la propria cella con altri detenuti.
Il Messaggero del 22/02/2012

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