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Home Notizie Tar, più caro fare ricorso e parte la guerra del fotovoltaico

Tar, più caro fare ricorso e parte la guerra del fotovoltaico

PERUGIA Se quattromila euro vi sembran poche. C’è la crisi, ma ricorrere al Tar diventa più caro, solo la tassa parla di quattro pezzi da mille, poi c’è l’avvocato e le spese legali.

 Lo sottolinea Cesare Lamberti, presidente del Tribunale amministrativo, nella sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario amministrativo. Lamberti spiega anche le conseguenze: «L’impressione che si trae è di un ricorso al giudice amministrativo più responsabile e oculato. Ricorre chi subisce o pensa di subire un vero e proprio pregiudizio dell’attività altrui - sostiene Lamberti - o dal comportamento dell’ente pubblico oppure chi vede compromesso un bene della vita dal provvedimento dell’amministrazione o dalla sua inerzia ingiustificata». Tutti più attenti, quindi. 
In testa restano sempre i ricorsi per l’edilizia. Solo che in questo caso la tecnologia è quella nuova: non più appelli per un muretto oppure una finestra aperta nella parete antica, bensì per una stesa di pannelli fotovoltaici con dubbia vocazione ad essere inseriti a margine di un bosco o in piena campagna. Anche l’inquinamento fa audience, soprattutto quello acustico. 
Numeri. Nel 2011 i provvedimenti emessi dal tribunale sono stati 865 e tra quelli che definiscono il giudizio le sentenze di merito sono state 276, 125 di accoglimento e 151 di rigetto del ricorso. Le sospensive fissate sono state in tutto 432. Il decremento rispetto agli anni precedenti- ha detto Lamberti - è del 20 %. Non è poco».
In particolare «Fatta eccezione per gli appalti pubblici, dove i ricorsi proposti sono rimasti costanti, il trend che si riscontra è la diminuzione in alcune materie sinora caratterizzate da notevole litigiosità». E se è definito «fisiologico» il calo a picco in materia di soggiorno degli stranieri, restano costanti il numero dei ricorsi sul commercio e sulle professioni. Invariati anche i ricorsi in materie di caccia e pesca. «Rispetto al 2010 i ricorsi in meno sono stati 29 per l’edilizia, 34 per l’ambiente, 4 per le espropriazioni, 6 per il pubblico impiego. Sono stati in più quelli in materia di autorizzazioni (da 51 a 70), quelli in materia di sicurezza pubblica( da 28 a 37) e quelli in materia di accesso (da 1 a 8)». «L’anno che ci aspetta - ha detto Lamberti - avremo l’impatto con le liberalizzazioni e le semplificazioni introdotte dalla legislazione statale e regionale».

Il Messaggero del 22/02/2012


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