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Salvezza Grifo, lo scacco del Curi

Per molti è una maledizione, perché da quando è apparsa, il Perugia ha iniziato a scivolare dall’Olimpo del calcio agli inferi. Maledizione o no, la questione “nuovo Curi” è l’unica carta che possa permettere al Grifo di sopravvivere nel calcio professionistico. E l’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno dall’estate 2005 ad oggi, viene dagli ultimi due soggetti interessati al Perugia. Nel giro di poche ore (48, ma lavorative molte meno) c’è da costituire una società, affiliarla alla Figc dell’Umbria e soprattutto tirar fuori soldi liquidi per l’asta, ma il nodo resta lo stadio.
Lo “scacco” del Curi insomma. Perché se da un lato è chiaro e normale che degli imprenditori siano disposti a tirar fuori tanti soldi avendo però come contropartita la possibilità di “lavorare”, dall’altro è quantomeno illusorio che un’amministrazione comunale possa prendere oggi o domani impegni con società che ancora di fatto non esistono e che prima eventualmente devono fare tutto l’iter normativo ed economico per iscrivere la squadra alla prossima Prima divisione.
Ma non pare sia così, e il discorso vale tanto per Torello Laurenti che per la cordata toscana che oggi sarà ricevuta in comune dal sindaco. Loro, a dire il vero, non pensano direttamente allo stadio ma che comunque vogliano garanzie da Boccali di poter “operare” su Perugia lo hanno fatto sapere già da sabato per mezzo del loro legale, l’avvocato di Castello David Cerrini.
Ma torniamo a Laurenti. «In data 6 giugno 2010 confermiamo come istituto bancario, interessato al momento a rimanere anonimo, il reale interessamento a finanziare il 51% del progetto della Società “Nuovo Perugia Calcio” così come concordato con il signor Torello Laurenti, per un importo pari ad Euro 6.100.000,00 (seimilionicento/Euro)». Questo, il testo di un comunicato apparso ieri da parte dell’istituto bancario inglese che ha sede anche a Roma e col quale Laurenti è in rapporti lavorativi. «Io sottoscritto Torello Laurenti - si legge ancora - presidente del “Nuovo Perugia Calcio” in via di costituzione per l’acquisto fallimentare della squadra perugina, dichiaro che in data 6 giugno 2010 nessuna cordata imprenditoriale ha manifestato interesse ad entrare nel Nuovo Perugia Calcio. Rimango, pertanto, in attesa di eventuali proposte».
Nuovo Perugia calcio. La volontà di costituirlo Laurenti la conferma in serata: «Domani (oggi, ndr) facciamo la società». Però? «Le strade sono due - dice Laurenti che in quel momento è in riunione operativa con l’avvocato Pauselli -. O il comune ci trova soci per il restante 49 per cento, oppure a ciò ci penso io ma a fronte di un impegno formale del Comune con noi sul progetto stadio. Preferirei imprenditori umbri, ma se non si trovano a Roma ce ne sono pronti a entrare nell’affare. Con la banca che sarebbe disposta a finanziare anche tutta l’operazione stadio. Hanno fatto uno studio molto accurato, lo stadio è l’unica possibilità di sopravvivenza non solo del Perugia ma di tutte le società di calcio».
Giusta l’argomentazione, ma il problema restano sempre i tempi. Troppo stretti quelli reali, prematuri quelli progettuali. E’ abbastanza improbabile infatti che tra oggi e domani l’amministrazione si metta a tavolino con società in via di formazione, che dovrebbero correre contro il tempo per iscrivere il Perugia, e impegnarsi su due piedi sullo stadio o su altre situazioni.
Intanto, Pieroni si congeda. Guarda a caso con un comunicato. «Alla luce di quanto realmente é accaduto, nel tentativo da parte mia di fornire un prezioso contributo alla causa del salvataggio della categoria del Perugia Calcio, al fine di evitare eventuali strumentalizzazioni a danno di tutti coloro che oltre a me si sono fortemente adoperati per il raggiungimento di tale scopo è doveroso precisare e ricordare a tutti che è stato profuso ogni sforzo senza alcun fine personale, mettendo a disposizione di una causa molto nobile ogni tipo di risorsa senza tralasciare la minima soluzione possibile affinché ciò avvenisse. L’attuale costo dell’operazione, rispetto a quanto da tutti inizialmente erroneamente preventivato, non ha consentito al gruppo di persone da me contattate, visti anche i tempi particolarmente ristretti, di aderire al progetto com’era nell’auspicio di tutti. Pur se con grande rammarico per non essere riuscito nell’impresa, desidero comunque ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto, in particolare gli avvocati Federico Bagattini e Donato Di Campli che insieme a Fabio Meattelli si sono impegnati per la realizzazione del progetto oltre ai tanti sportivi perugini e rappresentanti dei media che hanno riposto in me tantissime speranze purtroppo andate vane».

Il Messaggero

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