Grifo, Covarelli al contrattacco
Ultime, ultimissime ore. E ultimi, ultimissimi tentativi.
Le prime e i secondi sono le due parti di un conto alla rovescia che sta portando il Perugia a sprofondare nel mondo dei Dilettanti. Eppure, nonostante un futuro che sembra praticamente scritto, è giusto aggrapparsi fino all’ultima speranza di un colpo di coda che possa ribaltare completamente la situazione.
Una premessa necessaria, perché la palla potrebbe incredibilmente tornare a chi di colpi di coda se ne intende eccome. Leonardo Covarelli ha presentato ieri alla corte d’appello del tribunale di Perugia i ricorsi contro il fallimento tanto del Perugia che della Mas. Si sapeva già da qualche giorno che avrebbe messo in atto la cosa, da ieri appunto è ufficiale. L’ex patron mira ovviamente ad annullare entrambe le sentenze di fallimento dello scorso 18 maggio, sostenendo che il contratto di vendita realizzato con la Osj Knights of Malta Foundation era valido e che dunque senza la sentenza di fallimento ci sarebbe stata la possibilità di salvare i classici “capra e cavoli”. Possibilità di riuscita? Staremo a vedere. La risposta, Covarelli la dovrebbe avere tra lunedì e martedì. A quel punto, qualora il ricorso venisse accolto, ci sarebbero tempi e modi per sistemare la regolare iscrizione del Perugia al prossimo campionato di Prima divisione.
Oltre Covarelli, c’è un Torello Laurenti che ci prova fino alla fine. Anche se le risposte dalla banca non sono arrivate ieri come si sperava, e ci si aspettava visti i termini strettissimi, l’immobiliarista di Marcellano non ha alzato bandiera bianca. Dal suo entourage trapela una certa preoccupazione perché appunto ieri si aspettavano comunicazioni definitive da parte dell’istituto con cui si sta trattando il finanziamento dando a garanzia i beni immobili di Laurenti. Beni immobili, uno in particolare, che Torello starebbe cercando di vendere a Roma ed a tal proposito ieri ha passato la giornata nella capitale. Oggi, domani al massimo: poi, senza risposte positive, Laurenti sarà costretto a farsi da parte perché a quel punto davvero non ci sarebbero più tempi tecnici per attuare la procedura del fallimento in corso.
L’arresto dei Silvestrini. Stupore e incredulità: questi i sentimenti scatenati dalla “bomba” dell’arresto di Vincenzo e Pierangelo Silvestrini, Enzo di Marzo e Gianfranco Lozzi. Nel frattempo la Infatecno sostiene «totale estraneità» alle vicende che hanno condotto all’arresto di alcuni suoi azionisti arrestati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Firenze su una presunta frode fiscale da 166 milioni di euro. «In riferimento ai presunti coinvolgimenti di azionisti della società Infatecno in indagini per evasioni fiscali, la società chiamata in causa, unitamente al suo gruppo di appartenenza, tiene a precisare, in attesa di conoscere eventuali atti ad oggi non notificati, la sua totale estraneità ad ogni fatto. La società, unitamente ai suoi dipendenti e al suo management, ha sempre operato con professionalità e correttezza adempiendo a tutti gli obblighi previdenziali e fiscali di legge e non ha alcun debito nei confronti dell’erario».
Michele Milletti per
il Messaggero









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