Veronica Angeloni della Despar Perugia:"Quagliarella? Il mio amore è Leopoldo e ha quattro zampe"
Quagliarella ultimo flirt, insomma. Lei non ci ha visto più. «Basta con queste storie, perché sono inventate e perché fanno apparire una persona completamente diversa da come sono».
E allora ha messo l’avvocato. «Sono cinque anni che mi rincorrono storie del genere - dice -. Giocavo a Novara, ero più giovane e me ne fregavo. Ora no. Se si scrive di me che sono fidanzata, e in quel momento è vero, non vedo il problema. Se si costruiscono storie inesistenti nascondendosi dietro il sentito dire, il “pare” o “sembra”, allora non va bene. Con Quagliarella ci siamo conosciuti perché abbiamo lo stesso sponsor tecnico ed abbiamo partecipato assieme a degli eventi. Siamo stati a pranzo insieme con un amico comune, punto. Quello che ci hanno costruito sopra è assurdo».Ventiquattro anni, un metro e ottantasei. La butta sull’ironia. «Avere dei legami sentimentali con sportivi è anche una questione di taglia...». Una storia con un calciatore l’ha avuta. Chi è? Le coordinate: portiere, ora gioca nell’Udinese, prima era della Juve. Internet fa il resto: il nome giusto dovrebbe essere Emanuele Belardi. Una love story anche un giocatore, di basket.
E ora? «Ora il mio amore si chiama Leo». Leo? Ma come Leo? Leonardo? Il nuovo allenatore dell’Inter campione del mondo? «Ma no - risponde lei in un sorriso - Leo è Leopoldo, e ha quattro zampe». Ricordate Has Fidanken, il mitico cane della trasmissione Drive in? Preciso, Leo. Un simpatico cucciolone di un anno e mezzo, felice di andare a fare quattro passi di primo pomeriggio con la sua giovane padrona al parco sotto casa. Piumino e jeans neri, scarpe da ginnastica, occhiali da sole «vintage»: l’impressione che dà Veronica è della ragazza della porta accanto.
E c’è da scommettere che sarebbe probabilmente il sogno di molti avere una ragazza così carina e solare vicina di pianerottolo. «Solare. Proprio il termine giusto, se devo descrivere me stessa. Sono toscana, di Massa, e probabilmente questo influisce nel mio modo d’essere. Ovunque sono andata a giocare, mi sono sempre trovata bene. E con un sorriso e una battuta spesso mi trovo e ci troviamo a stemperare la tensione. Si sta insieme buona parte della giornata. Il più delle volte si fanno due allenamenti al giorno, ma si esce anche la sera. A cena, al cinema, cose del genere: spesso siamo anche un po’ pigre, perché magari inizialmente si pensa di fare questo o quell’altro e poi quando arrivi alla sera siamo talmente stanche che scappiamo a casa. Anche perché poi non è certo un problema per me stare in casa, adoro farlo e me la godo alla grande con Leopoldo a farmi compagnia. Il più delle volte spengo la tv e lascio che la musica pervada ogni stanza: davvero uno dei modi migliori per ricaricarsi».
Casa significa anche internet, passione e necessità per la schiacciatrice della Despar. «Le mie amiche d’infanzia sono lontane, a parte una che vive a Siena. E allora inevitabilmente i vari facebook, messenger e social network vari diventano essenziali per mantenere un rapporto quotidiano con loro». E dove non ci arriva internet, ecco il cellulare. «Praticamente è il prolungamento della mia mano, sono sempre al telefono».
Club Italia, Chieri, Novara, ancora Chieri, poi Forlì, Perugia, una parentesi a Piacenza e dalla scorsa stagione ancora al PalaEvangelisti. Due Top Teams cup, una Supercoppa italiana, il premio di lega come miglior giovane della stagione 2004/05, un Europero under 18 con l’Italia nel 2003 e una presenza in azzurro che va dalla trafila delle giovanili ad oggi con la maglia della nazionale maggiore: il palmares è già di tutto rispetto, però manca lo scudetto... «Vincerlo con Perugia? Magari. Sarebbe sogno, una cosa bellissima. Io dico solo che non è detta che quest’anno non si riesca a toglierci soddisfazioni importanti. A parte il fatto che mi sembra un campionato molto strano perché non vedo una squadra in grado di staccare tutte, c’è poi da dire che stiamo crescendo. Domenica alla prima col nuovo tecnico (Terzic, ex ct della Serbia ndr) è vero che abbiamo perso, ma solo al tie break e mostrando notevoli miglioramenti in campo. Il coach è uno dei migliori sulla piazza, ha una mentalità vincente e ci sta sottoponendo a tanto lavoro. E’ una cosa necessaria, e sento che a breve daremo le prime risposte importanti. E poi c’è una società importante, con la quale mi trovo molto bene. Che tipo è Jacobi? Lo abbiamo visto poco, perché lui ha tanti impegni. Sicuramente una persona molto importante, del quale non possiamo che parlarne bene».
Perché titoli, foto e parole che la riguardano, per Veronica devono e dovranno continuare ad essere soltanto di campo. Palestra e palazzetto. «Anche per questo mi auguro che si smetta di attribuirmi flirt e storie di gossip, altrimenti finisce che le mie prestazioni quasi passino in secondo piano. A me invece il giudizio che interessa è solo su quelle, positive o negative che siano. Come hanno preso le compagne questa storia? Sono state fantastiche. Mi hanno abbracciato, mi hanno detto che sono convinte che si tratti di pure invenzioni. A tal proposito devo ringraziare anche i tifosi. Sul mio sito (c’è anche un fans club, ndr) e su facebook mi hanno riempita di affetto e supporto».
Veronica e la gente, gli appassionati del volley. «Odio chi se la tira, odio gli sportivi che non creano contatto con la gente. Siamo spettacolo, le persone che vengono a vederci si meritano sempre un sorriso. Anche quando si perde. Certo, in quei casi è più tirato ma sono assolutamente d’accordo con quegli allenatori e dirigenti che ti esortano a fermarti con i tifosi a fine partita. In questo ammiro molto il mio concittadino Buffon: serio e disponibile».
Uno sguardo molto lucido su Perugia e i perugini. «Sono un po “chiusetti” e all’inizio non è stato facilissimo ambientarmi. Ora sto veramente bene, anche perché ho i miei punti di riferimento. Il bar sotto casa dove vado a far colazione, l’estetista...». E poi i ristoranti. «Amo molto andare all’Officina e alla Taverna, sono due posti che mi piacciono molto. E poi da Mario all’Orto del Frate: spesso ci facciamo pranzo e cena, in tuta dopo gli allenamenti. Lui è un grande». E’ ora, Terzic e la Despar chiamano per l’allenamento. E Veronica sogna che il prossimo “titolone” sia su sottofondo tricolore.









Perugia
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