Reate Festival, si apre con Gaetano Donizetti
Sabato si è aperto ufficialmente al Teatro Flavio Vespasiano il Reate Festival 2010 con la farsa in un atto de Il Campanello di Gaetano Donizetti.
Rappresentata per la prima volta il 1 giugno 1836 al Teatro Nuovo di Napoli allo scopo di risollevare le sorti della compagnia napoletana. La pièce prende spunto dal vaudeville Le sonnet de la nuit, ed è una commedia leggera in cui alla prosa vengono alternate strofe cantate su arie conosciute.
Nel 1837 fu rivista dall’autore che sostituì le parti recitate con dialoghi, ed aggiunse un secondo duetto per baritono e basso e in questa versione definitiva è giunta a noi. La regia è di Cesare Scarton, diplomato in Regia lirico-teatrale presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma. Al debutto la Belcanto Orchestra diretta dal Maestro catanese Carlo Rizzari e del Belcanto Chorus diretto dal Maestro Martino Faggiani. Il Campanello è una operina comica e ammiccante, sospesa tra prosa e canto. I ritmi sono serrati e la comicità è tipica delle scenette d’avanspettacolo.
Straordinari gli interpreti che si mettono in gioco senza reticenze concorrendo a dar vita ad una esilarante comicità. La storia si svolge in una specie di farmacia, di emporio, nel quartiere Foria di Napoli, dove lo speziale Don Annibale Pistacchio (Simone Alberti), un attempato allocco, prende in moglie Serafina ( Rosa Feola), una giovinetta, finta devota ma furbetta e scaltra. Questa aveva una relazione, che non accenna a finire, con un tombeur-de femmes e pure un po' geloso, il cugino Enrico (Dario Ciotoli).
Completano il cast Spiridione (Moisés Marin Garcia) personaggio vivace e simpatico e Madame Rosa (Adriana Di Paola), suocera dirompente quanto invadente. La storia, allora, si apre con la festa di nozze e prosegue con tutti i tentativi del "moroso" di ritardare o evitare la prima notte degli sposi: il vecchio marito deve partire per Roma la mattina dopo, e starà fuori un mese. Quindi il giovane si attacca al campanello della farmacia e, cambiandosi d'aspetto allegramente, tiene impegnato lo speziale fino all'esaurimento!
Le gag si susseguono, i travestimenti sono travolgenti, le situazioni si ingarbugliano: e ovviamente il finale premia l’amore dei due giovani. Suggestivo l’allestimento scenico rappresentato da una serie di proiezioni olografiche che si pongono come una novità assoluta nel teatro d'opera. La scenografia è riprodotta digitalmente e proiettata in uno spazio prospettico virtuale in 3D ed è realizzata da The Pool Factory, una delle aziende leader in Italia nel campo dell’animazione tridimensionale.
Da Il Campanello di Gaetano Donizetti emerge l’unicità di Napoli, dipinta a tratti decisi con un risvolto di una struggente umanità. Il pubblico rilascia continui applausi consapevole di avere assistito ad una commedia leggera che dal 1836 non finisce di stupire per la sua freschezza e per l’intelligente intreccio messo in atto dai protagonisti.









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