I galli di Antonio Cremonese in mostra ad Amatrice fino al 29 agosto

© Uno dei galli di Cremonese
Antonio Cremonese e i suoi galli. Un binomio indissolubile in mostra fino al 29 agosto ad Amatrice.
Siamo andati a trovarlo direttamente dove espone, nei locali di Italia Nostra adiacenti l’ex Chiesa di San Giuseppe.
Maestro, lei non delude mai l’estate Amatriciana: anche quest’anno ha scelto un titolo originale per la mostra.
“Si è vero; quest’anno sempre con spirito ironico e dissacrante, ho voluto omaggiare una famosa canzone dei Beatles e ho chiamato la mostra ‘Amatrician Wood’. Mi piace andare spesso contro i luoghi comuni e specialmente nell’arte: spesso è un ambiente più ingessato di quanto non si pensi”.
“Beh, qui ad Amatrice ho sempre passato quasi un mese, è l’unico momento dell’anno nel quale rimango presente ogni giorno alla mia mostra. Oltre ai miei galli, espongo ad esempio tematiche come quella dell’Albero o del Mangiatore di Stelle, che ormai sono entrate a buon diritto nella storia del mio lavoro quasi allo stesso livello dei galli”.
Maestro: galli o gallinacci? Ci spiega l’arcano?
“In realtà tutto è nato dai miei frequenti incontri a Roma in via Margutta con Federico Fellini. E’ stato lui che un giorno apostrofò i miei soggetti preferiti con il nome di ‘gallinacci’; figuratevi se potevo contraddire un maestro come Fellini: e da quel momento la mia tematica prediletta viene chiamata galli o gallinacci che dir si voglia”.
Lei, non è un mistero, lavora l’acrilico puro e principalmente con spatola. Scelta tecnica o stilistica?
“Per me è più questione di una sfida con me stesso: con questa tecnica non ho nemmeno il tempo di pensare. Il quadro asciuga in dieci minuti e non si può programmare niente: è un modo di intendere l’arte. Come ad esempio l’uso di colori sgargianti che è distintivo delle mie opere. Ma non sempre nell’arte è possibile trovare spiegazioni: c’è sempre uno strato istintivo che poi alla fine rivela l’originalità o meno di un’opera”.
Ed ora, dopo il “buen retiro” amatriciano, cosa le riserva l’autunno romano?
“Posso dirle che dal 10 al 24 settembre esporrò a Tivoli presso le Scuderie Estensi e per il prossimo anno ho in preparazione una mostra in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. di quest’ultimo progetto però ancora devo definire i dettagli”.
Insomma Cremonese non si perde mai d’animo e la sua opera continua incessante. Come i suoi galli, che volano su sfondi cromatici e inneggiano ad una libertà e spensieratezza spesso non raggiungibile senza l’aiuto dell’arte.









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