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Rieti salta hotel di lusso finanziato da Gheddafi

Gheddafi ad Antrodoco

RIETI - Qualcuno stava già facendo scaldare i motori delle betoniere. Almeno in cuor suo. Pochi giorni e Muammar Gheddafi avrebbe staccato un bell’assegno da 16 milioni da investire ad Antrodoco. Ma ora la crisi libica ha bloccato tutto. Percorri la Salaria in direzione Rieti e ti chiedi perché uno come il Colonnello abbia scelto Antrodoco, 2.800 anime incastonate tra le cime del reatino. Poi, a pochi km dal paesino, il monte Giano appare all’orizzonte. Lui e la cubitale scritta DUX, intagliata nei boschi sul versante meridionale. «Cosa significa?», avrà chiesto il raìs il 7 luglio 2009 mentre viaggiava in auto da Roma verso l’Aquila per il G8. Il traduttore glielo avrà spiegato e lui: «Duce? Anche io sono un duce, capo di una rivoluzione! Mi piace ’sto posto». E si sarà innamorato di Antrodoco. «Ma no, è rimasto incantato dai luoghi - racconta il sindaco, Maurizio Faina - lui abituato al deserto, ha visto tutto questo verde, i nostri boschi lo hanno lasciato a bocca aperta». E ha deciso di investire. 16 milioni di euro in due progetti: un hotel con Spa, beauty center e centro termale e uno stabilimento di imbottigliamento per acque minerali da realizzare nei pressi della sorgente di Rocca di Corno. Il primo incontro con il raìs nel 2009, poi il viaggio a Tripoli, quindi nel settembre scorso a Roma un nuovo faccia a faccia durante le celebrazioni del 2° anniversario del trattato di amicizia tra Italia e Libia. «Per l’albergo, che doveva sorgere sull’ex pastificio Mannetti, l’investimento era di 8 milioni: 60 posti letto a quattro stelle». «Avevamo anche proposto di realizzare un campo di calcio d’altura - racconta Roberto Abbandonato, assessore ai Lavori pubblici - per i ritiri delle squadre di serie A, ma il piano si era arenato». Lo stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua, invece, stava per partire. E presto sarebbe toccato anche all’hotel. Progetti pronti, autorizzazioni già sul tavolo: «Ci eravamo incontrati 15 giorni fa con due rappresentanti della Libyan Investment Authority - continua Faina - aspettavo in questi giorni il programma definitivo degli interventi dalla Libia. Poi il finimondo». E ora? «Temo non se ne farà più nulla - sospira il sindaco - peccato, sarebbe stata una grande opportunità: un investimento così in un paesino da 2.800 abitanti... Sa cosa significa? Posti di lavoro, almeno 60. E poi una visibilità sui media che avrebbe potuto far nascere un nuovo flusso turistico... Anche se ora, con quello che è accaduto in Libia, avremmo problemi ad accettare i soldi del raìs».

art : http://www.leggo.it/articolo.php?id=108480

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