header sito
Banner
Banner
Banner
Home Notizie “Viale Brin” non ha mai spento forni e laminatoi.

“Viale Brin” non ha mai spento forni e laminatoi.

Sempre in funzione da 1884, anno di fondazione della fabbrica che allora si chiamava Saffat.

acciaieria1912
(una rara foto delle acciaierie nel 1912)

Il Wall Street Journal ha scritto che Heinrich Hiesinger, nuovo numero uno della ThyssenKrupp arrivato dalla Siemens, ci ha messo meno di tre mesi a delineare il suo disegno: quello di trasformare un colosso siderurgico in un gigante dei servizi e dell'ingegnerizzazione.

Attività più redditive rispetto all'acciaio, con alti margini e notevole valore aggiunto. Quello che si aspettano azionisti affamati di titoli competitivi, rally borsistici (come quello fatto registrare ieri a Francoforte dal titolo ThyssenKrupp, coi mercati che scommettono sull'uscita dall'inox) e di lauti dividendi. L'intero settore globale dell'acciaio inossidabile sta vivendo un momento di difficoltà determinato da un eccesso di offerta e dalla pressione sui prezzi. E il Financial Times, l'altro grande giornale economico britannico, rilancia l'ipotesi di fusione con Outukumpu, il più piccolo dei quattro giganti europei dell'inox. Dunque sarà questo il futuro dello stabilimento di Terni? Di certo c'è che, chiunque sia stato il maggiore azionista, pubblico o privato, italiano o straniero, dal 1884, anno di fondazione della Saffat (Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni), la fabbrica di viale Brin non ha mai spento i suoi forni e i suoi laminatoi. Anche se ha conosciuto momenti di grande sviluppo e fasi di crisi, anche se è stata il cuore pulsante della città e poi, per qualcuno, ne è diventata un freno al dinamismo, anche se dai 12mila occupati dei momenti d'oro è scesa oggi a poco più di 3mila, per la gran parte giovani. Un altro dato importante in cui ci si imbatte nella storia della fabbrica siderurgica ternana è che, oggi come alla sua fondazione, più che i fattori competitivi legati alla presenza della grande industria idroelettrica, alla capacità delle maestranze, alla conformazione idrografica della Conca ternana, hanno contribuito al suo sviluppo due importanti fattori: l'incontro tra grandi manager guidati da una visione industriale e la convergenza di capitali economici. Aspetti a volte sottovalutati, ma che oggi - alla luce delle scelte sugli investimenti fatte da Espenhahn nell'ultimo decennio e della ricerca di nuovi azionisti capaci di dare linfa al gruppo - diventano ancora una volta determinanti per capire il legame identitario tra la città e la fabbrica. All'inizio di questa lunga vicenda c'è Vincenzo Stefano Breda, un industriale veneto che arrivò spinto dall'ammiraglio Benedetto Brin e che coagulò le risorse di alcuni grossi istituti di credito, quali la Banca Generale, il Credito Mobiliare e la Banca Nazionale. Poi, in questa storia di uomini e capitalismo, toccò ad Arturo Bocciardo, fiduciario della Banca Commerciale Italiana, che delineò la grande Terni, attiva nell'industria sidero-meccanica, nella chimica e nell'energia. Fu Mussolini, che con Alberto Beneduce, portò l'Iri alla guida della Società Terni, facendone un fulcro dell'industria bellica italiana. Con la cessazione del conflitto, le produzioni siderurgiche della Terni furono molto ridimensionate. Ma cominciarono anche le prime esperienze societarie internazionali. La joint venture con la Armco Steel Corporation, nel 1960, per la produzione di laminati magnetici e con la United States Steel nel 1961, per la costruzione di un nuovo stabilimento per la produzione di acciaio inossidabile, la Terninoss. Poi fu la volta dell'accordo con la Nippon Steel, fino alla privatizzazione - avvenuta sotto il governo Prodi nel 1994 - con la vendita al consorzio Kai (Krupp, Agarini, Riva e Falck) e alla definitiva scalata dei tedeschi, nel frattempo fusi con la Thyssen, conclusa con la nascita della Tk-Ast

Dal Corriere dell' Umbria del 7/5/11

Commenti

Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
 
Banner
Banner
Banner
Disclaimer

Centronline.it è un aggregatore di notizie provenienti dalla rete, notizie raccolte da blog di indiscussa qualità, dalle agenzie di stampa nazionali e internazionali e dalle maggiori testate giornalistiche per offrire ai visitatori il massimo dell’informazione.

Centronline.it non è una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza periodicità alcuna e non è quindi un prodotto editoriale, ai sensi della legge 62 del 7/3/2001.

Per la sua stessa natura di aggregatore di notizie, ogni responsabilità civile e penale sui contenuti riportati non è in alcun modo attribuibile a Centronline.it nè alla Design Società Cooperativa Sociale che ne è il curatore, ma ai reali autori degli articoli, prontamente citati in ogni post pubblicato sulle pagine di Centronline.it.

Qualora uno scritto, una foto, un qualsiasi contenuto sia ritenuto lesivo dell'immagine di alcuno, vi preghiamo di scrivere alla redazione info@centronline.it per una pronta e immediata rimozione.

 


Notizie dall'Umbria - Ansa



Mercatino Cerco - Ultimi inseriti

http://www.wikio.it       Wikio

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Thumbnails powered by Thumbshots