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Home Notizie Arriva la fattura, ma il banner non c’è Orvieto, truffa ai commercianti per pubblicità mai fatta

Arriva la fattura, ma il banner non c’è Orvieto, truffa ai commercianti per pubblicità mai fatta

ORVIETO - La truffa corre online, a finire nella rete molti commercianti orvietani. E’ con l’intestazione Registro del mercato nazionale che molti esercenti orvietani si sono visti recapitare nella propria cassetta della posta una fattura da 1260 euro per aver sottoscritto un contratto pubblicitario garantendosi così una vetrina pubblicitaria su internet.

Decisamente una brutta sorpresa soprattutto perché, in realtà, si tratterebbe di una truffa vera e propria che da qualche giorno sta correndo su internet con l’intento di adescare più vittime possibili. In pratica alcuni commercianti orvietani hanno ricevuto per posta queste buste spedite dal mittente, società Avron, con sede a Bratislava, che con la scusa della verifica e dell’aggiornamento dei dati relativi all’impresa, chiede la sottoscrizione di un modulo. Ma a far cadere nella rete molti commercianti, ecco l’escamotage messo in piedi, è stato il fatto che il modulo avrebbe tutte le fattezze di una comunicazione ufficiale da parte di istituzioni accreditate.
In realtà, però, il registro in questione è semplicemente uno stratagemma usato da questa azienda che chiede il pagamento di 1260 euro all’anno, per tre anni, per poter aderire ad un contratto pubblicitario garantendo così alla vittima malcapitata una propria vetrina online per farsi conoscere dagli internauti.
Il modulo che viene recapitato in questi giorni a negozianti ed imprenditori orvietani ha tutte le caratteristiche di una vera e propria fattura con in calce addirittura anche la firma del cliente, ovvero della vittima del tentato imbroglio. In alcuni casi, come in quello di una commerciante di Ciconia che si è rivolta direttamente ai carabinieri fiutando l’inganno, la firma risulterebbe però falsa. 
Secondo quanto riportato nella fattura, l’ordine potrebbe essere annullato entro dieci giorni, se non fosse che la recessione del fantomatico contratto è molto complessa se non addirittura impossibile. L’unico rimedio per non cadere in questo tipo di tranelli è dunque quello di non fidarsi troppo di pubblicità ingannevoli su internet o messaggi millantatori.
Il Messaggero del 21/02/2012

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