Inchiesta Asl - Gli Angelucci: ''Dobbiamo pagare i fornitori''

VITERBO – Soldi relativamente pochi, crediti tanti. Gli oltre 20 milioni di euro sequestrati al gruppo Ro.Ri di Roberto e Fabio Angelucci sarebbero costituiti per circa due terzi da rimborsi che la Regione Lazio e la Asl debbono saldare alla società, mentre i contanti trovati nei conti correnti congelati costituirebbero un terzo o poco più della somma.
Si tratta pur sempre di 5 – 6 milioni di euro, dei quali gli avvocati dei due imprenditori, coinvolti nella maxi inchiesta sulla Asl, hanno chiesto ai pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma di poter utilizzare quanto basta a pagare le forniture sanitarie le cui fatture sono in via di scadenza. Ma anche per garantire gli stipendi ai dipendenti della casa di cura Nuova Santa Teresa di Viterbo e del Centro riabilitazione di Nepi.
Nell’istanza depositata in procura, i legali hanno scritto che a cavallo tra la fine del febbraio e i primi giorni di marzo, la Ro.Ri dovrà saldare le fatture relative alle forniture di medicinali e altro materiale. Qualora la società non potesse far fronte alle scadenze, i fornitori potrebbe chiudere i rubinetti, provocando il depauperamento della qualità dell’assistenza ai degenti delle due case di cura.
Secondo quanto si è appreso, i pubblici ministeri potrebbero decidere già oggi. Tra le risposte possibili: il diniego o il dissequestro delle somme strettamente necessarie a pagare le fatture effettivamente in scadenza e gli stipendi, con l’obbligo per gli Angelucci di documentare al centesimo l’avvenuto saldo delle fatture e il pagamento degli stipendi e dei relativi contributi fiscali e previdenziali.
Lunedì mattina, infine, la procura dovrebbe consegnare ai difensori di tutti gli indagati, 19 persone fisiche e 5 società, i Dvd con tutti gli atti dell’inchiesta, tra i quali centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali, le testimonianze raccolte in oltre 3 anni di indagini, i documenti sequestrati. Ci sarebbero anche le deposizioni di vari degenti della casa di cura di Nepi che avrebbero dichiarato di aver ricevuto prestazioni inferiori rispetto a quelle per cui la Ro.Ri ha chiesto e ottenuto i rimborsi dalla Asl fino al 2009.









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