USURATERNI Tiene su base tendenziale il numero delle imprese registrate alla Camera di Commercio di Terni. Al primo trimestre 2013 risultano iscritte 21.861 unità, rispetto allo stesso periodo di un anno fa sono sostanzialmente in linea (21.852). Il 2013 secondo la rilevazione Movimprese diffusa su base nazionale, (condotta da InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese) si apre tuttavia con un bilancio negativo tra iscrizioni e cessazioni (-179). Il settore più colpito è quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio. Il primo trimestre dell’anno ha segnato la fine per 168 attività a fronte di 68 “nuove nate”. La quasi totalità sono ditte individuali scarsamente strutturate sia tra le cessate (128) che le iscritte (61). L’industria  “in senso stretto” registra 17 iscrizioni a fronte di 74 cessazioni, segue l’edilizia con 55 iscrizioni e 112 cessazioni. Saldo con il segno meno anche per il comparto agricolo (-50) che a fronte di 25 nuove aziende iscritte tra gennaio e marzo, ne registra la chiusura di 75. Per quanto riguarda la forma giuridica, si registra un saldo positivo solo per le società di capitali, con 87 iscrizioni e 70 cessazioni. Per le altre forme d’impresa si resta in terreno negativo: le società di persone perdono 23 unità ma l’emorragia più significativa è per le ditte individuali che nel primo trimetre dell’anno hanno chiuso i battenti in 441, con un saldo reale (tra aperture e chiusure) pari a 178. Dal 2008 al 31 dicembre 2012 risultano in aumento costante il numero della cambiali e degli assegni protestati.  Dal 2010 al 2012 si passa da 5350 a 6532 titoli protestati, con una incidenza maggiore nel secondo semestre rispetto al primo del 2012 (2898 da gennaio a giugno, 3634 da luglio a dicembre). Per quanto riguarda gli importi si passa da un ammontare  2011 di  € 11.257.607,58 (di cui € 6.251.569,21 nel solo capoluogo) a € 16.141.688,44 (nel capoluogo €   5.675.232,31) rilevato per il 2012. “Quest’ultimo dato  – spiegano dall’ufficio Tutela del mercato e del Consumatore  della Camera di Commercio – sembrerebbe evidenziare che la crisi si fa sentire soprattutto per quei soggetti, sia imprese che privati, che hanno sede o residenza nei diversi comuni della provincia piuttosto che per quelli residenti nel capoluogo dove si rileva, in controtendenza, una diminuzione degli importi protestati”.

TerniMagazine

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