indesit-companyIl prossimo 17 settembre tornerà a riunirsi il tavolo tecnico sulla crisi della Indesit Company. E’ quanto annunciato dal sottosegretario di Stato al ministero dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti in risposta alle interrogazioni presentate dal deputato Giampiero Giulietti sulle crisi dell’Indesit, dell’Antonio Merloni e dell’intero comparto degli elettrodomestici. Il deputato del Pd aveva infatti sollecitato il governo ad adottare le misure necessarie per risolvere positivamente la difficile situazione del settore, strategico per l’Umbria e per il Paese, degli elettrodomestici con particolare riferimento alla situazione dell’ex Antonio Merloni Spa e dell’Indesit Company, alle quali è legato il destino di migliaia di lavoratori e di famiglie umbre e in particolare del comprensorio dell’Eugubino-Gualdese.

“In seguito all’annuncio dell’azienda di procedere a una riorganizzazione della Indesit Company con la conseguente riduzione dell’organico in Italia per 1.450 unità, il ministero dello Sviluppo economico ha provveduto tempestivamente a prendere contatti con la direzione della società e con le segreterie nazionali delle principali organizzazioni sindacali, al fine di delineare un confronto sulle prospettive industriali del gruppo”, ha affermato il sottosegretario De Vincenti in risposta alle interrogazioni. “L’11 giugno – prosegue – il ministero ha incontrato i sindacati e ha espresso la forte preoccupazione del governo per il piano annunciato dall’azienda. Appresa la volontà del management Indesit di non  voler abbandonare il Paese, il ministro invitato l’azienda a rivedere il piano di riassetto del gruppo. Con la società e le organizzazioni dei lavoratori si è quindi deciso di procedere nella discussione con due tavoli tecnici, tenutisi il 23 e il 26 luglio scorsi; il 17 settembre si avrà quindi un tavolo generale con il quale si tireranno le somme per verificare l’esistenza o meno delle condizioni per un accordo sperando che, con il contributo di tutti, si riescano a salvaguardare la produzione e l’occupazione”.

Corriere dell’ Umbria

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