sangeminiTERNI E’ stato aperto il tavolo di crisi per la Sangemini, giovedì 18 aprile a Perugia, si è svolto un summit nella sede della Regione con la partecipazione dell’assessore Vincenzo Riommi, del proprietario del gruppo, Rizzo, del direttore commerciale e risorse umane, Gualdi, dei segretari di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil, Dezi, Racanella e Cecchini, di Cgil Romanelli e Cisl Chiappini, dei rappresentanti di Gepafin e Sviluppumbria Bottacchiari, del sindaco di Sangemini Grimani. Il  concordato   presentato dall’azienda, del tutto inatteso, ha ingarbugliato non poco i piani presentati in precedenza dal management.  Il gruppo delle acque minerali Sangemini è stato invitato a riproporre un nuovo piano industriale. Azienda e parti sociali non staranno a guardare, è previsto un nuovo summit il 26 aprile, nel corso del quale sarà discussa l’organizzazione del lavoro, i programmi di vendita della stagione. Intanto per i dipendenti si apre un momento d’incertezza, anche se lo stipendio di marzo è stato pagato regolarmente, il futuro non sarebbe messo in discussione,  un centinaio, oltre a quelli dell’indotto.

TerniMagazine

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