Caso Boffo, Feltri sospeso per tre mesi
Il Consiglio dell'Ordine nazionale dei giornalisti ha ridotto da sei a tre mesi la sospensione inflitta dall'Ordine della Lombardia a Vittorio Feltri, direttore editoriale del Giornale, per il caso Boffo.
A quanto si apprende, nell'ultima votazione (la terza) il Consiglio si è diviso a metà: 66 i voti favorevoli a confermare la sospensione di sei mesi, 66 quelli per la riduzione della sanzione a tre mesi. Come da regolamento, ha prevalso la soluzione più favorevole all'imputato.
«Non mi aspettavo niente di meglio»: è stato questo il primo commento di Feltri. «D'altronde - ha aggiunto - si era visto subito che la maggioranza era ostile, così come peraltro accaduto a Milano». «Avevo fatto la rettifica sul caso Boffo come previsto dalla legge, cos'altro dovevo fare?» si è chiesto retoricamente Feltri che poi ribadisce: «Quando le cose le facciamo noi è dossieraggio, se le fa Repubblica va tutto bene. Qualche giorno fa D'Avanzo ha fatto il nome di Ruby quando era ancora minorenne, esiste la Carta di Treviso eppure non è successo niente». In fondo, osserva, «è una condanna alla disoccupazione, anche se solo per poco. D'altronde l'Ordine c'è e fa quello che vuole, bisogna assoggettarsi».
Il direttore editoriale del Giornale ha smentito poi le voci di incomprensioni con Alessandro Sallusti, direttore responsabile del quotidiano. «Sono tutte sciocchezze, totalmente inventate - ha detto -: non c'è neanche uno spunto per una cosa del genere, neanche una discussione. Queste voci mi hanno lasciato interdetto».
«Esprimo a Vittorio Feltri solidarietà totale. La sanzione che subisce è una medaglia per lui, e una vergogna per l'Italia», ha dichiarato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.
«Come già preannunciato, messo il bavaglio a Vittorio Feltri, unica voce libera e coraggiosa del panorama giornalistico italiano. Inquietante il tempismo della sospensione inflitta dall'Ordine dei giornalisti, provvedimento che ha un significato chiaramente politico nel momento più evidente di assedio al presidente Berlusconi», ha detto Melania Rizzoli, deputato del Pdl.









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