david-cameron-300x217LONDRA – Il premier britannico David Cameron lancia un duro monito a Google e ad altre aziende del web: o ci saranno controlli più stringenti contro le foto di abusi su minori o il Parlamento provvederà a varare delle leggi con limiti più severi. In particolare si chiede una stretta maggiore a monte, con blocchi automatici per alcuni termini immessi nei motori di ricerca. ”Se ciò non accadrà saremo costretti a ricorrere a nuovi strumenti di legge”, ha detto Cameron. Scrive il Corriere della Sera:

I rappresentanti di Google, di Yahoo e di Bing (ma toccherà a tutti gli operatori del settore) sono stati convocati per monitorare la situazione e per cominciare a valutare le mosse opportune. Ma, annota il Sunday Times, le risposte ricevute non soddisfano per niente Downing Street. Le società hanno manifestato l’intenzione di dirottare più fondi alle contromisure contro la pornografia nel web, però procederebbero a passo di lumaca. E la cosa infastidisce non poco il premier britannico. Censura? David Cameron allontana sospetti e accuse (interessate) che gli possono essere rovesciati addosso. Non è in discussione la libertà di espressione, ci mancherebbe. Semmai è in discussione la effettiva volontà di Google, Yahoo, Bing e compagnia di essere attivi e partecipi alla caccia al sito pornografico. «Abbiamo bisogno di maggiore responsabilità da parte dei motori di ricerca».

BlitzQuotidiano

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