cdmROMA Rinviato ai prossimi giorni il consiglio dei ministri che oggi doveva definire testo del decreto sui debiti commerciali della PA. Il ministro Grilli, d’accordo con Passera, ha infatti manifestato a Monti la necessità di “proseguire gli approfondimenti” dopo le risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato.

Nel provvedimento per il pagamento dei debiti della P.A. non è prevista la possibilità di aumentare l’addizionale Irpef regionale, anticipando a quest’anno la maggiorazione che scatterà nel 2014. L’ipotesi non è contenuta nel testo oggi in arrivo al Cdm.

Il possibile anticipo al 2013 dell’aumento dell’addizionale regionale Irpef per coprire in parte il pagamento dei debiti alle imprese “sarebbe una scelta sciagurata”, “per noi francamente inaccettabile”. Così l’ha commentato il segretario generale della Uil,Luigi Angeletti, ospite di Radio Anch’io su Rai Radio1. Angeletti ha ammonito sulla “lezione” che il 2012 ha lasciato al Paese, sottolineando che “ogni volta che si aumentano le tasse, si riducono i posti di lavoro, l’economia peggiora e quindi i conti dello Stato. Ogni scelta che va in questo senso non risolve alcun problema, ma lo aggrava. E si paga in posti di lavoro”.

“Da notizie riportate da alcuni mezzi di informazione, la bozza di decreto per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese, oggi in Consiglio dei Ministri, conterrebbe un’anticipazione della possibilità di aumento dell’addizionale Irpef dal 2014 al 2013. Se così fosse, sarebbe una misura inaccettabile sia nel merito che nel metodo”. Lo sottolinea Stefano Fassina, responsabile Economia del PD, spiegando che lo è, “nel merito, perché un ulteriore aumento di imposte aggraverebbe la pesante recessione in corso e annullerebbe gli effetti anticiclici dello sblocco dei pagamenti finanziato a debito” e “nel metodo, perché ieri il Parlamento ha approvato le risoluzioni sulla Relazione di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza nella quale non vi è alcun riferimento all’anticipo della misura né accenni sono stati fatti dai ministri auditi dalle Commissioni Speciali di Camera e Senato”. “Auspichiamo – conclude Fassina – che si tratti di errore e che il Governo confermi quanto contenuto nella Relazione vagliata dal Parlamento”.

“Ci auguriamo che alla fine le ragioni delle imprese vengano riconosciute” dice, in vista del decreto sui debiti della P.A. oggi in Consiglio dei ministri, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Che avverte: “Le imprese stanno soffrendo disperatamente per mancanza di credito. C’é un senso di disperazione che sta affliggendo tanti imprenditori. Serve un segnale forte per poter pensare ad una ripartenza dell’economia reale del Paese”.

Dai 10 saggi voluti dal capo dello Stato “potrebbero arrivare delle proposte ed una spinta nella direzione giusta”, commenta il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Per il leader degli industriali “sicuramente il presidente Napolitano nella sua grande saggezza ha fatto una mossa che merita di essere considerata. Aspettiamo – aggiunge – di vedere i risultati”.

Nessuna intesa per ampliare i poteri della commissione speciale della Camera e consentire l’esame del dl sui debiti della P.A.. E’ quanto emerso dalla conferenza dei capigruppo, dove si è registrato il no del M5s al contrario della posizione espressa dagli stessi rappresentanti grillini in commissione. Sul tema voterà l’Aula martedì.

Ansa.it

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