MILANO – “Mancanza di rispetto e senso civico” o semplicemente “noia”. Oscilla tra questi due fattori la risposta che gli operatori della polizia, che li hanno identificati e denunciati, riescono a darsi. Ed è effettivamente difficile comprendere altrimenti il motivo che ha spinto un quarantina di ragazzini a devastare per due volte due treni della metropolitana verde di Atm. Episodi analoghi per modalità e tempistica: sempre l’ultimo treno, tra le fermate Porta Genova e Vimodrone. La prima volta il 24 dicembre, la seconda la notte tra il 6 e il 7 gennaio.

Episodi di vandalismo registrati dalle telecamere di sicurezza istallate nelle fermate e sui treni, le cui immagini hanno permesso agli agenti della Polmetro – divisone dell’Ufficio prevenzione generale della questura – d’intervenire e identificare trentanove persone. Si tratta complessivamente di quattro ragazze e trentacinque ragazzi. Cinque, quattro minori e un 18enne, sono stati denunciati per danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio. Ma le denunce, stando a quanto riferito dalla dirigente Maria Jose Falcicchia, potrebbero aumentare nei prossimi giorni perché si sta valutando la posizione di alcuni dei giovani identificati.

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I video sono chiarissimi. Si vedono gli adolescenti prendere a calci un gabbiotto rosso sulla banchina di Porta Genova. Uno di loro prende l’estintore e lo usa prima in stazione e poi anche sul treno, uno di quelli a vagone unico, infrangono anche i finestrini con calci e pugni. Spaventano gli altri passeggeri. La prima volta – il 24 dicembre – Atm è costretta a fermare il convoglio in Centrale. Lo cambiano perché viaggiare in quelle condizioni non era più sicuro per i viaggiatori, molti dei quali avevano telefonato le forze dell’ordine per denunciare quanto stava accadendo. Le scorribande della gang proseguono sul nuovo treno fino a Lambrate, dove Atm blocca la linea per circa 70 minuti, proprio per cercare di arginare i vandali. La scena si ripete anche con l’ultima corsa del giorno dell’Epifania.

 

I poliziotti della polmetro cominciano le indagini e, anche con il contributo di Atm che ha messo a disposizione i filmati, rintracciano in breve tempo il gruppetto. I ragazzini provengono tutti da famiglie comuni. Solo uno, l’unico maggiorenne, ha genitori pregiudicati. Stanno tutti nell’area che va da Lambrate a Vimodrone e tutti sarebbero studenti apparentemente ‘normali’.

MilanoToday

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