edilizia (1)Addio alla metà degli appalti. Il crollo, registrato nel 2012, è lo specchio della crisi e dell’affievolirsi dei finanziamenti, nazionali e locali, destinati all’Umbria. E’ tutto documentato nel rapporto dell’Osservatorio regionale dei contratti pubblici destinato all’Autorità per la vigilanza. I contratti monitorati sono quelli relativi ai lavori, alle prestazioni di servizi e alle forniture di beni avvenuti nel 2012. “Tagli, restrizioni, patto di stabilità non fanno altro che alimentare la recessione, il lavoro precario e la disoccupazione”, commenta l’assessore regionale Stefano Vinti, auspicando che le risorse pubbliche tornino a essere motore di sviluppo. Unico dato positivo: “In questo settore, dal 2007 si rileva un incremento dei costi della sicurezza”. Nel 2012, infatti, “oltre il 10 per cento delle risorse è stato impiegato per la sicurezza dei lavori e dei lavoratori rispetto al 4 per cento circa del 2006”. E onde evitare che l’utilizzo delle risorse pubbliche sia il più efficiente possibile, è stato anche annunciato che dal 25 luglio, in Umbria, come in tutta Italia, parte il monitoraggio delle opere incompiute che si concluderà a settembre.

La diminuzione degli appalti “Abbiamo rilevato una diminuzione del 55 per cento degli appalti, sia in termini finanziari che numerici – dice l’assessore regionale Stefano Vinti -. I comuni sono passati da 91 a 21 milioni di risorse impegnate nei settori tradizionalmente di loro competenza quali strade, acquedotti, fognature. Mentre i mutui contratti dagli enti locali umbri sono scesi dai 23 del 2011 ai 10 del 2012. Nell’edilizia residenziale pubblica si è passati dagli 11 milioni del 2010 ai 3 del 2012. Le risorse statali trasferite agli enti locali dell’Umbria sono ridotte a 42 milioni di euro rispetto ai 72 dell’anno precedente”.

Contratti superiori a 150mila euro I dati sono anche suddivisi tra i contratti stipulati da stazioni appaltanti di interesse comunale, provinciale e regionale e contratti stipulati da soggetti nazionali che hanno interessato il territorio dell’Umbria. Balza all’occhio una forte contrazione dei contratti per lavori pubblici superiori alla soglia dei 150mila euro: “Un calo di  quasi il 50 per cento dei finanziamenti movimentati dagli enti locali, mentre per quello che riguarda gli appalti nazionali il calo è disastroso: oltre il 70 per cento in meno”.

Gli appalti più consistenti L’appalto di maggior importo a base d’asta aggiudicato nel 2012 è stato quello del Comune di Spello con un importo base asta di  13.037.440 euro per l’intervento di realizzazione delle infrastrutture a rete e pavimentazioni del PIR di Spello Capoluogo II Stralcio aggiudicato alla Impresa Zambelli di Galeata in provincia di Forlì-Cesena. L’appalto di maggior importo aggiudicato invece da stazioni appaltanti nazionali è quello di Snam Rete Gas riguardante l’esecuzione delle opere edili e impiantistiche relative alla costruzione della nuova sede del Centro manutenzione di Spoleto, per un importo complessivo di 4.114.000 euro di cui base asta 3.400.000 euro, aggiudicato alla  Romana Costruzioni. La stazione appaltante di rilievo nazionale con il maggior numero di interventi è l’Anas che ha affidato 26 interventi per un importo di 10.750.782 euro. Anche qui si registra un calo nell’importo di lavori da eseguire sul territorio regionale del 71,10 per cento.

Ruolo delle imprese umbre Nel 2012 le imprese umbre si sono aggiudicate 125 appalti di lavori pubblici (quasi il 70 per cento) per un importo di 49.050.580 euro (58,32 per cento), mentre le imprese provenienti da altre regioni ne hanno ottenuti 54 (30,17%). Nell’ordine le imprese provengono da Lazio (11), Campania (8), Toscana (7) ed Emilia Romagna (4).

Corriere dell’ Umbria

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