gianluca foschiTERNI Rafting vietato a un cinquantenne in sovrappeso alla cascata delle Marmore. Tanto è bastato per scatenare il legittimo risentimento dell’uomo, un brigadiere dei carabinieri che, insieme a un gruppo di amici, era partito da Senigallia proprio per provare l’ebbrezza della discesa in gommone lungo le rapide del fiume Nera. “Mi sono sentito discriminato – afferma Gianluca Foschi – perché nonostante avessi detto che sono una persona che fa sport con regolarità, sono stato trattato come un “ciccione” e non come una persona che sta cercando di riappropriarsi della sua vita facendo sacrifici con l’attività sportiva. Evidentemente i “ciccioni” non hanno il diritto di fare rafting”.
I fatti risalgono alle 14 di sabato scorso. Foschi ha pagato il biglietto ed è pronto a salire in gommone sull’attracco di Papigno. Ma il responsabile della sicurezza si avvicina e trova da ridire. Lo scruta e gli spiega – secondo il racconto del carabiniere – “che l’assicurazione non copre chi pesa oltre il quintale”.

Servizio integrale nel Corriere dell’Umbria del 26 agosto

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