b3b1d3624e0e8d00a0c21ae6b41db87b-0100-kR0H-U431903613767300NF-593x443@Corriere-Web-SezioniBOLOGNA Una bibita, qualche sorso, l’improvviso malessere, gli spasmi e la corsa al pronto soccorso. La trentatreenne incinta ricoverata d’urgenza martedì scorso all’ospedale Maggiore di Bologna ignorava la causa di quei dolori lancinanti per i quali è finita in Rianimazione in condizioni gravissime. L’ha saputa dagli investigatori: soda caustica. Aveva bevuto del liquido corrosivo.

Sospettando subito l’avvelenamento, viste le lesioni all’esofago e allo stomaco, i dottori avevano allertato i carabinieri del Nas. La risposta è arrivata in tempi rapidi: veleno. Gli inquirenti hanno così cercato di ricostruire la giornata della donna, bolognese di Bazzano e di origini toscane, sentendo parenti e amici. Fino a seguire la pista del compagno, un trentacinquenne che quella sera era con lei. L’avevano comperata insieme la bibita, al vicino supermercato. Era in una confezione da quattro ed era la prima bottiglietta ad essere stata aperta.

da Il Corriere.it articolo completo al sito

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.