1367512402885 Catalano AMELIA/ TV IN LUTTO: E MORTO MASSIMO CATALANO (Guarda il video)AMELIA E’ morto  ad Amelia dopo una lunga malattia Massimo Catalano. Nato a Roma nel 1936, e’ stato tra i protagonisti di Quelli della notte. Trombettista e intellettuale viveur, nel programma cult di Arbore formulava frasi lapalissiane come ”e’ meglio sposare una donna ricca, bella e intelligente che una donna brutta, povera e stupida”.Negli anni Sessanta Catalano fece parte dei Flippers, gruppo musicale che in quel periodo ebbe un grandissimo successo, lanciando in Italia il cha cha cha e vendendo 4 milioni di dischi. Oltre a Catalano alla tromba, la band era composta da Franco Bracardi al pianoforte, il fratello Maurizio Catalano al contrabbasso, Romolo Forlai al vibrafono e alle percussioni, Fabrizio Zampa alla batteria e, per un anno, nel 1961, Lucio Dalla al clarinetto. Malato da tempo, Catalano aveva perso la moglie ad agosto dello scorso anno ed era rimasto solo nella sua villa ad Amelia, in Umbria. Non sono previsti funerali, secondo le sue volonta’, che prevedono anche la cremazione.

ARBORE: CATALANO RESTERA’ NEL LESSICO di Elisabetta Malvagna – “Siamo tutti mobilitati, noi appassionati vecchi musicisti del jazz. La perdita di Massimo è importante. Rimarrà nel nostro lessico, resta il re della banalità. Ormai è diventato un must dire ‘e’ una catalanata”: così Renzo Arbore commenta la morte di Massimo Catalano, tra i protagonisti del suo programma cult Quelli della notte. Una morte avvenuta la notte scorsa nella sua villa ad Amelia, in Umbria. “Era malato da tempo – racconta Arbore -. Aveva perso la moglie nell’agosto dello scorso anno. Era rimasto solo”. “Lo ricordiamo sempre come il trombettista dei Flippers – aggiunge Arbore -, ebbe con loro un successo strepitoso nei primi anni Sessanta. Lanciarono in Italia il cha cha cha”. Ricorda di averlo conosciuto a Napoli, “quando venne a fare una serata. Entrambi venivamo dal jazz tradizionale e quando sono venuto a Roma abbiamo suonato insieme, abbiamo passato delle nottate meravigliose a casa mia. A Quelli della notte era spiritoso. Mi disse ‘non vorrei solo suonare la tromba’ e così gli domandai ‘sai dire delle banalita’?’. Cominciammo a scherzare e vennero fuori frasi come ‘e’ meglio essere ricchi e sani che poveri e malatì, ‘e’ molto meglio essere giovani, belli e in buona salute, piuttosto che essere vecchi, brutti, poveri e malatì, ‘e’ meglio innamorarsi di una donna bella, intelligente e ricca anziché di un mostro, cretina e senza una lira”. Così – prosegue Arbore – quando ho fatto Quelli della notte, dopo un certo addestramento è diventato uno specialista. Tanto è vero che nelle mie tournee degli inizi, me lo portavo con me e lui faceva dei piccoli numeri parlati. Scriveva e recitava anche delle poesie, come quelle del Corriere dei Piccoli”. Per Arbore “la passione, l’ironia e il sorriso sono sempre state le caratteristiche di Massimo, che volutamente si era ritirato. La sua eclissi non era dovuta a un calo di popolarità – conclude – . Preferiva vivere in campagna, con la moglie e gli amici”

(Fonte: Ansa)

Video:

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.