mps (1)D’Alema, Bersani e Veltroni ebbero un ruolo nella scelta dei vertici di Monte dei Paschi di Siena; lo rivelano due ex sindaci e un ex presidente della provincia di Siena che parlano delle ingerenze del Pd, come rivela il quotidiano Libero (edizione 30 Agosto 2013).

Nel 2006, l’allora sindaco senese, Maurizio Cenni, si riunì con l’onorevole Alberto Monaci, il presidente della provincia Fabio Ceccherini e il segretario provinciale della Margherita Graziano Battisti. L’intento è quello di cercare un accordo sulla governance di Mps. Con l’ok della Margherita alla guida della banca arriva Giuseppe Mussari mentre Gabriello Mancini prende il suo posto in Fondazione.

“Nel 2009 si decise di portare i componenti del consiglio di Mps da 10 a 12 per rispettare le proporzioni del consiglio regionale e di quello provinciale” racconta l’allora segretario Ds Franco Ceccuzzi (e sindaco di Siena dal maggio 2011 al maggio 2012) che è stato sentito dai pm senesi nell’ambito dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta. “I componenti del cda indicati dalla Fondazione erano uno dell’opposizione, due dell’ex Margherita e tre dell’area ex Ds. Comunicai queste scelte a Walter Veltroni e lui si limitò a prendere atto. In quel periodo si parlava molto di un ampliamento della banca e su questo presero pubblicamente posizione Fassino, D’Alema e Chiti”.

Nel gennaio del 2012 Ceccuzzi telefonò a D’Alema e a Bersani che allora era segretario del Pd. Proprio di Bersani Ceccuzzi dice: “Ho detto che avevo una posizione di rottura con il passato e ho chiesto il sostegno per l’operazione che avrei dovuto fare. Bersani mi disse che avevo il sostegno del partito”.

Interessamenti da parte del partito emergono anche nelle parole di Maurizio Cenni (sindaco di Siena dal 2001 al 2011).”Ricordo di avere avuto colloqui relativi alle nomine di Mancini e Mussari con il Presidente della Provincia, con il segretario provinciale dei Ds che, se mal non ricordo, all’epoca era Franco Ceccuzzi, con il segretario cittadino dei Ds. Non ricordo, ma non posso escludere, di avere avuto incontri con l’on. Alberto Monaci o con Graziano Battisti della Margherita. Non ho avuto incontri con esponenti della politica nazionale e non mi fu riferito se vennero informati (…)”. “Devo dire che le diverse anime dei Ds erano fortemente interessate alla gestione di Banca Mps”.

Infine su Libero sono riportate le parole di Fabio Ceccherini (Presidente della Provincia di Siena dal 1999 al maggio 2009): “Nel 2006 il Presidente di Mps Fabrizi non è stato riconfermato alla presidenza della banca. Ricordo che vi furono alcune riunioni nelle quali si discusse a chi affidare la presidenza della banca e, conseguentemente, quella della Fondazione. Avanzai la proposta di nominare amministratore delegato della banca Stefano Bellaveglia indicando Gabriello Mancini quale presidente.

Ritenevo che l’avv. Mussari dovesse ancora per un mandato mantenere la presidenza della Fondazione. La mia proposta fu bocciata e si decise di nominare Mancini presidente della Fondazione e Mussari presidente della banca. Devo dire che non fui contrario a questa soluzione”.

E ancora, “Ricordo di avere avuto dei colloqui, concernenti tali nomine, con Maurizio Cenni, Sindaco di Siena, con Franco Ceccuzzi e con l’on. Franco Bassanini, eletto nella circoscrizione di Siena. So, per averne parlato con l’on. Bassanini, che delle nomine erano stati informati i responsabili nazionali dei Ds, anche se non sono in grado di indicare chi fu informato. Se mal non ricordo medesima informazione mi diede Ceccuzzi. Anche in tal caso non ricordo se mi disse chi era stato informato a livello nazionale”.

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