immigrati del cazzo“L’Umbria è disponibile e pronta alla piena collaborazione per far fronte alla grave emergenza degli immigrati provenienti dal Nord Africa, da altri paesi del Mediterraneo ed in particolar modo da paesi come la Siria e l’Egitto dove si stanno consumando disastrose guerre civili”. E’ quanto ha comunicato la vicepresidente della giunta regionale e assessore alle Politiche sociali, Carla Casciari, al governo e alla Commissione nazionale Politiche sociali delle regioni.
“Nel corso di quest’anno, fino ad ora sono giunti via mare sul territorio italiano circa 25.000 migranti. Quasi tutto hanno richiesto asilo. E quindi hanno diritto ad essere inseriti in strutture di accoglienza”, prosegue la vicepresidente regionale. E ancora: “Il sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), utilizzato e implementato da 3000 a 7500 posti anche a seguito della recente ‘Emergenza Nord Africa’ non è in grado di reggere i numeri degli ultimi arrivi. E neanche quelli che purtroppo le condizioni dei Paesi della sponda del mediterraneo fanno prevedere”.
“Di fronte alla richiesta di collaborazione del governo abbiamo ritenuto opportuno dare la nostra piena disponibilità”. Ma con un ma. Ovvero, specifica la vicepresidente, “prevedendo, in accordo con le altre regioni, alcune condizioni indispensabili per il migliore funzionamento del sistema di accoglienza”. In particolare, la “numero due” dell’Umbria chiede una “gestione dei percorsi di accoglienza strutturata e non emergenziale” che preveda “un modello con certezza di copertura finanziaria” e un “coordinamento europeo”. Cioè, prosegue Casciari, “sarà necessario anche lo stanziamento di risorse certe, ordinarie e dedicate che permettano di sostenere il sistema di accoglienza che si sta delineando e il sostegno economico ed organizzativo per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati”.  “Tutto ciò, continua Casciari, dovrebbe dar luogo all’attivazione di un numero adeguato di Commissioni territoriali per la richiesta di asilo così da non accumulare ritardi nei percorsi di inclusione. Ovviamente, conclude la vicepresidente Casciari, il percorso di accoglienza dovrà attuarsi per quote, tramite l’ampliamento del sistema Sprar, così da evitare le difficoltà già sperimentate nella precedente esperienza dell’Emergenza Nord Africa”.

Corriere dell’ Umbria

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